Società di comodo, il reddito presunto si pondera coi ricavi di tutte le attività
La presenza di situazioni oggettive di carattere straordinario, in grado di determinare l’impossibilità di conseguire i ricavi determinati in base alla normativa sulle cosiddette “società di comodo”, non può riferirsi ad una soltanto delle attività esercitate, perché la determinazione del reddito presunto deve tenere conto dell’incidenza percentuale di ciascuna attività sui ricavi complessivi come determinati in base alla sopra indicata normativa.
● Cassazione, ordinanza 9988/2020
Per l’Iva pagata ma non detratta diritto al rimborso solo se si ha la fattura
Non può essere detratta dal committente l’Iva, relativa ad una cessione di beni effettuata nel 2006 ed erroneamente non assoggettata ad imposta sulla base del presupposto che si trattasse di operazione intracomunitaria e poi, a seguito della rilevazione del carattere interno dell’operazione, assoggettata ad Iva nel 2009. Può, però, essergli rimborsata entro il 2011 ed a tal fine deve preventivamente essere in possesso della fattura altrimenti risulta essere impossibilitato ad esercitare il diritto al rimborso per palese ignoranza circa l’entità dell’Iva dovuta.
● Cassazione, sentenza 10103/2020
Legge fallimentare, si deducono subito le spese bancarie per ristrutturare il debito
Le spese sostenute presso il sistema bancario per l’accesso alla procedura di ristrutturazione del debito prevista dalla Legge fallimentare possono essere iscritte a bilancio e dedotte interamente nello stesso anno d’imposta in cui sostenute. Purché venga provata l’effettività della rinegoziazione del debito con gli istituti, perché, a differenza di quanto accade nel mondo fiscale, restano irrilevanti le finalità del finanziamento e non si applicano neppure i principi contabili per la loro contabilizzazione.
● Cassazione, sentenza 10122/2020
Anche l’affitto dell’azienda alberghiera con immobile rientra nelle società di comodo
La società immobiliare, proprietaria di un immobile adibito ad albergo e della relativa attività alberghiera, non può invocare genericamente a suo favore l’impossibilità di aumentare il canone del contratto di affitto d’azienda nella richiesta di disapplicazione della normativa sulle società di comodo. La stipula del contratto di affitto di azienda rappresenta, infatti, una manifestazione di volontà del contribuente e quindi il contribuente non è esente dall’applicazione della norma antielusiva ed è anche tenuto a provare l’esistenza di condizioni oggettive che non gli hanno consentito la pattuizione un canone più elevato al momento della sottoscrizione del contratto.
● Cassazione, sentenza 10157/2020
Donazioni, la soppressione della progressività dell’aliquota ha abrogato il calcolo del coacervo
In tema di imposta di successione/donazione la soppressione del previgente sistema, basato sull’aliquota progressiva per scaglioni, ha implicitamente abrogato l’obbligo di coacervo (ovvero di cumulo fittizio) del “donatum” (il donato) con il “relictum” (il residuo) previsto normativamente solo per determinare l’aliquota da applicare. Analogamente, ai fini della determinazione della franchigia di esenzione applicabile in base al sistema vigente, non rilevano le donazioni disposte in vita dal de cuius in un arco temporale in cui, ai sensi del comma 1, articolo 14, legge 383/2001, era operante normativamente l’esenzione da tassazione.
● Cassazione, ordinanza 10255/2020
L’effetto segregativo del trust non basta per assoggettarlo alle imposte di successione
La costituzione di beni in trust non paga l’imposta di successione/donazione perché non c’è alcun trasferimento di ricchezza fin dal momento della sua istituzione, perché, ai fini impositivi, non basta l’attivazione dell’effetto segregativo ma occorre, altresì, il successivo trasferimento dei beni ai beneficiari.
● Cassazione, ordinanza 10256/2020


