La chiave di volta può essere la limitazione all’utilizzo sull’anno per definire l’impatto sui saldi di finanza pubblica. Così si potrà tornare a parlare nell’ambito della prossima legge di bilancio di cessione del credito d’imposta Transizione 4.0: ipotesi finora bloccata perché in base alla classificazione Eurostat è un credito «pagabile» perché «a differenza del superbonus non comporta la perdita del beneficio in assenza di capienza fiscale nell’anno in cui ne è consentito l’utilizzo». A spiegarlo la risposta del Mef, letta dalla sottosegretaria Maria Cecilia Guerra, a un’interrogazione di Andrea De Bertoldi (Fdi) in commissione Finanze al Senato. Il Mef apre però uno spiraglio su Transizione 4.0in vista della manovra: «Si lavorerà per rendere più efficiente l’utilizzo del credito, eventualmente anche valutando la possibilità di rendere ammissibile la facoltà di cessione, tenendo conto dei vincoli che riguardano i controlli successivi e garantendo la puntuale contabilizzazione degli effetti in ciascun anno di vigenza della misura». Punto su cui De Bertoldi ha espresso apprezzamento, pur non condividendo il diverso trattamento tra superbonus e Transizione 4.0.

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