Nel dibattito giuridico e professionale italiano sul trust, uno dei profili che più frequentemente genera incertezze operative è quello del rendiconto del trustee. La questione non è meramente tecnica: la rendicontazione rappresenta infatti uno snodo essenziale del rapporto fiduciario, il punto di contatto tra l’autonomia gestionale del trustee e il diritto dei beneficiari di conoscere e valutare l’operato di chi amministra un patrimonio che non gli appartiene. In questo solco le indicazioni del documento Cndec dello scorso 19 febbraio pur apprezzabili meriterebbero ulteriori approfondimenti.
Il trust, istituto di origine anglosassone ormai stabilmente riconosciuto anche nel nostro ordinamento, si fonda sulla separazione tra la titolarità legale dei beni, attribuita al trustee, e la loro destinazione sostanziale, rivolta ai beneficiari o al perseguimento di uno scopo. Proprio questa scissione giustifica l’esistenza di obblighi particolarmente stringenti in capo al trustee, tra i quali il dovere di rendere il conto della propria gestione assume un ruolo centrale e non comprimibile.
La rendicontazione...


