Nessuna differenza sostanziale tra il nuovo e i vecchi visti di conformità. Ci sono, quindi, le stesse responsabilità ma anche le stesse protezioni. Tradotto: le vecchie coperture assicurative, per i professionisti, valgono anche per il superbonus. Con un’avvertenza importante: andrà fatta una verifica sui massimali.

È quanto dice Maurizio Postal, consigliere nazionale dei commercialisti con delega alla fiscalità, spiegando le conclusioni che il Cdncec ha raggiunto dopo il suo lavoro di analisi sul nuovo adempimento.

Si parte da un dato. Il visto di conformità previsto per la cessione del credito d’imposta e per lo sconto in fattura si basa su una norma esistente: l’articolo 35 del Dlgs n. 241/1997. Questo, nella pratica, vuol dire che non aggiunge nulla a quello che la legge già prevedeva. «Si tratta - racconta Postal - di un’attività di controllo formale e non di merito svolta dal professionista o dal responsabile del centro di assistenza fiscale incaricato, finalizzato a evitare errori materiali e di calcolo».

Bisognerà, cioè, verificare la corrispondenza tra i dati inseriti nelle dichiarazioni e i documenti agganciati al superbonus. Senza andare a controllare il merito degli interventi. «Tant’è - prosegue Postal - che la check list che abbiamo appena pubblicato è, nella pratica, una verifica sulla documentazione. Non è un caso che le attestazioni tecniche siano, invece, sotto la responsabilità di altri professionisti».

Questo ha delle conseguenze sull’assicurazione: «A livello normativo l’assicurazione già sottoscritta dai professionisti abilitati al rilascio del visto è assolutamente sufficiente». Non sarà, quindi, necessario pagare altre coperture. Considerando, però, due avvertenze. La prima riguarda il perimetro del contratto di assicurazione: è opportuno controllare le formulazioni utilizzate per descrivere la copertura. Un’estensione che parli esplicitamente di superbonus potrebbe essere utile. Anche se, dice Postal, «si tratta di uno scrupolo, una prudenza che potrebbe tradursi nell’aggiunta di qualche riga». Senza, ovviamente, costi extra.

Più delicata è un’altra questione. «Bisognerà valutare se, aggiungendo anche le attività legate al superbonus, il massimale già indicato dalla polizza sia adeguato». Aumentando molto il numero di visti di conformità apposti dal professionista, il massimale potrebbe non essere più sufficiente: attualmente il livello minimo al quale attestarsi è tre milioni di euro. E un aumento del massimale, ovviamente, implica un aggravio del premio da pagare.

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