Altri 12 mesi con i bonus per i lavori in casa. La manovra per il 2021 che il Parlamento sarà chiamato ad approvare nelle prossime settimane proroga di un anno tutte le principali detrazioni sugli interventi edilizi. Nel disegno di legge governativo manca all’appello solo la conferma triennale del superbonus del 110%, che attualmente è confermato fino al 31 dicembre 2021 (ma è probabile che il tema del prolungamento si porrà nel corso dell’esame parlamentare).
Per adesso, il disegno di legge prevede queste proroghe:
1) ecobonus “ordinario” (65% o 50% a seconda dei lavori) prolungato fino a fine 2021 per interventi sulle singole unità immobiliari. Non viene modificata, invece, la scadenza per l’ecobonus su parti comuni condominiali, che è già attualmente prevista a fine 2021, senza bisogno di proroghe, anche nella versione potenziata al 70 o 75% (regolati dall’articolo 14, comma 2-quater, del decreto legge 63/2013);
2) proroga per il 2021 della detrazione del 50% per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
3) proroga al 31 dicembre 2021 per la detrazione del 50% sulle ristrutturazioni edilizie regolata dall’articolo 16-bis del Tuir (in pratica, il vecchio 36%, ormai in versione potenziata dal lontano 26 giugno 2012);
4) proroga al 31 dicembre 2021 per il bonus mobili, con l’ormai consueto meccanismo di trascinamento: l’anno prossimo sarà agevolato solo l’acquisto di arredi abbinato a lavori di ristrutturazione che siano iniziati dal 1° gennaio 2020 in poi;
5) prolungamento del bonus facciate (previsto dalla legge 160/2019), che quindi si applicherà alle spese «negli anni 2020 e 2021»;
6) proroga di 12 mesi del bonus giardini del 36 per cento (la tecnica legislativa del Ddl non è impeccabile, perché afferma che l’agevolazione è prevista «per il 2021», senza più citare il 2019 e il 2020, ma la relazione illustrativa chiarisce che si tratta di una proroga).
Non viene menzionato il sismabonus, già attualmente previsto fino alla fine del 2021, sia nella versione base del 50%, sia in quelle potenziate fino all’85% se si riduce di due classi di rischio sismico la vulnerabilità di un edificio intervenendo sulle sue parti comuni. Stesso discorso per gli interventi combinati di eco e sismabonus su una spesa massima di 136mila euro moltiplicati per il numero di unità che costituiscono l’edificio (regolati dal comma 2-quater.1 dell’articolo 14 del decreto legge 63/2013).

