Per il mese di novembre verrà riconosciuta una indennità di 800 euro ai lavoratori sportivi, impiegati con rapporti di collaborazione presso il Comitato olimpico nazionale (Coni), il Comitato italiano paralimpico (Cip), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Coni e dal Cip, le società e associazioni sportive dilettantistiche. Il bonus non concorrerà alla formazione del reddito e non potrà essere riconosciuto ai percettori di altro reddito, come quello da lavoro, di cittadinanza o di emergenza.
Per i percettori dell’indennità di marzo, aprile, maggio o giugno la procedura sarà automatica. Chi, invece, lo richiederà per la prima volta, dovrà inoltrare la domanda tramite apposita piattaforma entro il 30 novembre.
Viene inoltre precisato che ai fini dell’erogazione automatica della mensilità di giugno, si considerano cessati a causa dell’emergenza anche tutti i rapporti di collaborazione scaduti al 31 maggio e non rinnovati.
Il decreto, inoltre, stanzia un fondo da 50milioni di euro per il 2020, gestito dal dipartimento dello Sport, per sostenere le associazioni e le società sportive dilettantistiche (Asd e Ssd) a fronte della cessazione o riduzione dell’attività istituzionale.
Previsto, infine, un contributo a fondo perduto di 50milioni di euro a favore degli operatori dei settori economici interessati dalle restrizioni (tra cui bar, ristoranti), identificati mediante apposito codice Ateco. Una misura questa che, se da un lato considera tra i beneficiari i gestori di impianti sportivi e le palestre, non tiene conto di alcuni settori del non profit che - a causa delle restrizioni - si trovano fortemente colpite.
Basti pensare, ad esempio, ai centri culturali, sociali e ricreativi che non solo sono costretti a sospendere l’attività istituzionale, ma non potranno neppure mantenere aperte – seppur con i limiti orari previsti dal Dpcm - le attività di ristorazione e somministrazione di bevande e alimenti. Sul punto, infatti, è intervenuta la circolare del ministero degli Interni del 27 ottobre, precisando che la sospensione delle attività dei centri culturali riguarda anche quelle dei bar interni.
Non resta, quindi, che auspicare un intervento correttivo da parte del Governo affinché si possano estendere le misure di sostegno adottate per lo sport anche al mondo del non profit che – assieme agli altri settori quali ristorazione, teatri – è tra i più colpiti dalle misure restrittive previste dal Dpcm del 24 ottobre scorso.
L’articolo è tratto dal dossier sui «Contributi a fondo perduto» pubblicato sul Sole 24 Ore del 3 novembre

