Stabilite, per il 2021, le aree prioritarie di intervento e i progetti finanziabili mediante le risorse per il Terzo settore (articoli 72 e 73 del Dlgs 117/2017). Inclusione sociale, contrasto alla povertà e alla disuguaglianza di genere, agricoltura sostenibile. Questi alcuni degli obiettivi a cui dovranno ricondursi le attività degli enti del Terzo settore (Ets) finanziati con i fondi che, per il 2021, ammontano ad oltre 40 milioni di euro.

Stando all’atto di indirizzo del ministero del Lavoro (Dm 9 del 29 gennaio 2021), le risorse saranno ripartite tra iniziative e progetti di rilevanza nazionale e locale – a cui saranno assegnati, rispettivamente, 12.780.000 e 20 milioni di euro – e, in parte, destinati a contributi per l’acquisto di autoambulanze (7.750.000 euro) e contributi annuali per specifici enti associativi (2.580.000 euro). Finanziamenti, questi ultimi, che sebbene volti a sostenere attività non aventi carattere progettuale assumono significato in ragione dell’emergenza in atto e del ruolo del non profit già a partire dalla prima fase di contenimento e gestione della pandemia.

In questo senso, il decreto in parola dà un segnale positivo agli Ets e risponde all’esigenza di sostenere iniziative in grado di favorire un recupero della relazionalità e un consolidamento della coesione sociale nelle comunità di riferimento, fortemente pregiudicate dall’epidemia da Covid-19.

Altra novità riguarda, poi, la platea degli enti beneficiari, in considerazione dell’imminente istituzione del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), attesa per aprile di quest’anno (vale a dire decorsi 6 mesi dalla pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del relativo decreto istitutivo, Dm 106/2020).

Attenzione, dunque, a tale tempistica che dovrà essere tenuta in conto ai fini dell’individuazione degli Ets attuatori delle attività finanziabili. Ciò nella circostanza che la concreta applicazione a livello locale dell’atto di indirizzo in parola andrà a collocarsi tra il periodo transitorio – in cui Ets sono soltanto Onlus, organizzazioni di volontariato (Odv) e associazioni di promozione sociale (Aps) iscritte nei relativi registri di settore) – e il momento di avvio del popolamento del Runts. Ai fini dell’avvio del Runts e della successiva qualifica di Ets occorrerà tenere conto della trasmigrazione automatica dei dati dai registri di settore nonché delle nuove iscrizioni degli enti.

Nelle more dell’avvio del Runts, le iniziative di rilevanza locale dovranno dunque essere promosse da Odv, Aps iscritte nei rispettivi registri o fondazioni dotate della qualifica di Onlus. A regime, come confermato dal ministero del Lavoro, potranno invece accedere alle risorse in parola anche Odv, Aps e fondazioni che si iscriveranno per la prima volta nel Registro unico.

A livello nazionale, al pari di quanto già accaduto in precedenti atti di indirizzo (si veda Dm 166/2019), la platea degli enti beneficiari sembrerebbe invece vincolata. Per il 2021 saranno infatti finanziati i progetti di rilevanza nazionale di quelle Odv, Aps e Fondazioni del Terzo settore che, in risposta all’avviso 2/2020, sono risultati idonei all’esito della procedura di valutazione, ma non ammessi al finanziamento per esaurimento delle risorse disponibili per il 2020. Una decisione, questa, che sembrerebbe rispondere all’esigenza di semplificare le procedure ed evitare una dispersione delle risorse messe in campo.

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