Sui tempi eccezionali che stiamo vivendo si sono interrogate le Nazioni Unite con il Rapporto 2020 su come finanziare gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Le Nazioni Unite, tra l’altro, si soffermano sui flussi finanziari illeciti (Iff). Il rapporto identifica tre tipi di Iff relativi a: i) attività criminale transnazionale, ii) corruzione e iii) fiscalità. Quanto all’ultimo punto, il rapporto ipotizza una correlazione diretta tra «i Transfer Mispricing ovvero i prezzi di trasferimento intercompany volutamente artefatti» e la categoria fiscale dell’Iff. Una distorsione nei flussi finanziari volta a costituire e nascondere risorse liquide e attivi (mobili e immobili) all’estero, off shore, passa attraverso la fatturazione “fuori mercato” di beni e servizi. L’illiceità del flusso in questo rapporto non è solo rappresentata dal possibile reato sotteso all’operazione di mispricing ma assume una connotazione di illiceità per il suo disvalore etico nei confronti di una comunità internazionale che vuole dare un futuro sostenibile alle prossime generazioni.

Le perdite di entrate dovute all’elusione fiscale e all’evasione impattano sulla capacità dello Stato di fornire servizi pubblici e sociali. Le tasse sono una componente chiave del contratto sociale, la percezione di equità del sistema e la qualità dei servizi pubblici possono avere un impatto determinante sulla compliance fiscale, aumentando la probabilità di pagamento del debito tributario. Le risorse pubbliche nazionali hanno un ruolo fondamentale per lo sviluppo sostenibile.

Le azioni politiche sulla prevenzione degli Iff da parte dei singoli Stati non sono sempre allineate allo scenario economico internazionale. Per essere più efficaci, gli sforzi per combattere gli Iff dovrebbero concentrarsi sulla cooperazione internazionale, sulla condivisione dei principi, delle informazioni e dell’assistenza giudiziaria. Per combattere il transfer mispricing, la corruzione e altri tipi di Iff in tutti i Paesi occorre una maggiore e più tempestiva capacità d’intelligence e un efficace coordinamento interistituzionale nell’applicazione delle regole. Occorre avere una strategia di medio lungo periodo ed un approccio globale in tema di riforme fiscali. Non serve rincorrere obiettivi di maggiori entrate a breve affidandosi troppo spesso solo all’azione accertatrice delle Autorità fiscali, occorre avere una fiscalità adeguata alla politica economica del Paese in linea con le esigenze di sviluppo, compresa la parità sociale ed economica, la parità di genere, l’inclusione e l’impatto ambientale.

Sviluppare una strategia di medio lungo periodo serve a rafforzare la fiducia ed il contratto sociale tra cittadino e Stato oltre a garantire nuovi e importanti investimenti esteri alla ricerca di stabilità e certezza anche in ambito fiscale. Per questo occorre affrontare con una visione d’insieme e programmatica la fiscalità nazionale, affidandoci a una maggiore concertazione internazionale e soprattutto rafforzando gli strumenti di cooperazione in modo da creare una cultura diversa che rappresenti la naturale prevenzione di sistemi di trasferimento illecito di risorse finanziarie crossborder. Quelle risorse che rappresentano l’investimento per il futuro sostenibile del nostro Paese.

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