Non c’è solo il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Ristori (Dl 137/2020) per le attività interessate dalle ultime misure restrittive. A ben guardare, sono diverse le misure di contribuzione approvate con precedenti provvedimenti emergenziali e che ancora oggi sono attuali, perché rifinanziate oppure perché non hanno ancora completato l’iter di attuazione.

Un primo caso è rappresentato dal contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 58 del Dl 104/2020 (decreto Agosto) a favore della filiera della ristorazione per l’acquisto di prodotti del territorio, in presenza di una riduzione di fatturato del quadrimestre marzo-giugno 2020 di almeno il 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per restare nell’ambito del decreto Agosto, un altro esempio è dato dal contributo a fondo perduto per gli esercizi di vendita di beni e servizi al pubblico ubicati nei centri storici dei Comuni che hanno subito una forte contrazione di presenze di turisti stranieri (articolo 59), in presenza di una riduzione di fatturato del mese di giugno 2020 di almeno il 33,33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In entrambi i casi, si è ancora in attesa dei provvedimenti attuativi che definiscano le modalità di accesso alle misure.

Non si dimentichi poi che l’articolo 60, comma 7-sexies, del decreto Agosto ha riaperto parzialmente la finestra per l’accesso al contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto Rilancio, ma solo per i soggetti localizzati in Comuni calamitati e classificati totalmente montani. Anche in questo caso, però, si attende ancora il provvedimento del direttore delle Entrate che riattivi la procedura telematizzata e indichi la data di partenza per l’invio delle istanze (la norma prevede che il canale sarà aperto per i successivi 30 giorni).

Ci sono poi quei soggetti che hanno commesso un errore nella predisposizione dell’istanza per accedere al contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del Dl 34/2020 (con conseguente rigetto dell’istanza oppure ricezione di un importo inferiore a quello spettante) e che non hanno potuto rimediare dato che la procedura si è chiusa (nella generalità dei casi) il 13 agosto 2020.

In questi casi non è stata necessaria una norma ad hoc, ma la soluzione è stata trovata in via amministrativa. Infatti, con la risoluzione 65/E/2020 l’Agenzia ha chiarito che questi soggetti possono presentare alla direzione provinciale territorialmente competente un’istanza volta alla revisione in autotutela dell’esito di rigetto o dell’entità del contributo erogato. E questo può essere fatto subito, senza attendere alcun provvedimento attuativo.

Il decreto Ristori, poi, introduce dei contributi a fondo perduto del tutto nuovi, anche questi in attesa di disposizioni attuative. Si tratta in particolare del contributo a favore delle imprese operanti nel sistema delle fiere internazionali, parametrato ai costi fissi sostenuti dal 1° marzo 2020 (articolo 6, comma 3), e del contributo a sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura (articolo 7), che tuttavia è lasciato, anche per la determinazione dei requisiti di accesso, ad un successivo decreto del pinistero per le Politiche agricole (Mipaaf).

Da ultimo, il decreto Ristori integra (agli articoli 3 e 5) le disponibilità di diversi fondi di sostegno creati con precedenti normative e destinati alla erogazione di contributi a favore di specifiche categorie di soggetti sulla base dei criteri stabiliti da appositi decreti. Rientrano in questa categoria:

1) l’integrazione per 400 milioni di euro del fondo per il sostegno degli operatori del settore turistico;

2) il rifinanziamento per 50 milioni di euro del fondo per il sostegno delle Asd e delle Ssd;

3) l’integrazione per 100 milioni di euro del fondo di parte corrente per il sostegno dei settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo;

4) il rifinanziamento per 50 milioni di euro del fondo per il sostegno degli operatori della cultura.

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