Il decreto sostegni riscrive il calendario fiscale di primavera e in quattro mosse sposta dal 16 al 31 marzo la trasmissione telematica della certificazione unica all’agenzia delle Entrate e la consegna delle Cu ai dipendenti, ossia le certificazioni che i datori di lavoro consengano ai lavoratori per attestare i redditi corrisposti nell’anno d’imposta 2020. Scivolano a fine marzo anche le comunicazioni al Fisco dei dati sulle spese 2020 che danno diritto a detrazioni e oneri deducibili necessari alle Entrate per predisporre la dichiarazione precompilata. Si tratta delle informazioni che devono essere trasmesse da banche, assicurazioni, enti previdenziali, amministratori di condominio, università, asili nidi ,solo per citarne alcuni. A completare il nuovo pacchetto di proroghe da inserire nel decreto Sostegni anche l’inevitabile slittamento dal 30 aprile al 10 maggio della data in cui l’amministrazione finanziaria metterà a disposizione dei cittadini le dichiarazioni precompilate 2021.

Le nuove proroghe cui stanno lavorando al Mef si andranno così ad aggiungere al già annunciato rinvio della Web Tax, il cui primo pagamento passa dal 16 marzo al 16 maggio, e della dichiarazione da aprile al 30 giugno. E completeranno il capitolo fiscale del nuovo decreto intitolato ai «Sostegni», che però ancora faticano a trovare un impianto definitivo. Al punto che prende forma il rischio di un ulteriore allungamento di qualche giorno dei tempi, che non permetterebbe al provvedimento di arrivare in consiglio dei ministri lunedì, data di entrata in vigore delle nuove misure restrittive nell’Italia tornata quasi integralmente rossa o arancione. Le uniche regole che accompagneranno i primi giorni della nuova fase, anticipate nel decreto legge di venerdì, riguardano i congedi straordinari per i lavoratori dipendenti e il bonus baby sitting per autonomi e operatori di sanità e sicurezza.

Su tutto il resto, il governo è alla ricerca di un complicato equilibrio per far tornare i conti dei diversi capitoli del decreto, che si annuncia come la prima manovra economica del governo Draghi. Equilibrio reso difficile dal fatto che i 32 miliardi di deficit autorizzato dal Parlamento a gennaio si stanno rivelando insufficienti ad affrontare la terza ondata epidemica, come ha confermato ieri lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi che ha annunciato l’arrivo con il Def del nuovo scostamento anticipato su Sole 24 Ore la scorsa settimana.

La prima delle voci in continua crescita è proprio quella relativa al nuovo giro di aiuti alle attività economiche. Dopo vari tentativi di costruire l’impianto degli aiuti con 9,5 miliardi, le ultime griglie del decreto attribuirebbero a questo compito una fetta più ampia, intorno ai 12 miliardi. Al nuovo aiuto, a quanto risulta fin qui, potrebbero accedere tutte le attività economiche che abbiano registrato l’anno scorso un calo nel fatturato di almeno il 33% rispetto al 2019. Appare confermato, poi, l’ampliamento della platea che abbraccerebbe i titolari di fatturato (nel 2019) fino a 10 milioni di euro.

Proprio questo allargamento sarebbe alla base della crescita dei fondi dedicati alla nuova misura. Che per il resto dovrebbe seguire il meccanismo anticipato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore, riconoscendo un sostegno calcolato in percentuale sulla perdita mensile media del 2020 moltiplicata per due. Del tutto scoperti rimarrebbero quindi i complicati mesi iniziali di quest’anno: ai quali, a questo punto, sarebbe chiamato a dedicarsi il nuovo disavanzo che il governo è intenzionato a chiedere al Parlamento.

Il piatto forte del pacchetto lavoro è invece la proroga al 30 giugno di blocco dei licenziamenti e Cig Covid per tutti, mentre la Cassa d’emergenza sarà prolungata fino a ottobre per le piccole imprese scoperte da quella ordinaria (terziario, commercio, turismo). Per l’autunno il ministro del Lavoro Andrea Orlando conta di completare la riforma degli ammortizzatori, da affiancare al decollo delle politiche attive. Con un miliardo di euro si rifinanzia il reddito di cittadinanza, e viene prorogato (2 o 4 mensilità, è ancora in discussione) il reddito d'emergenza. Si sta trattando anche per il rafforzamento della Naspi per chi ha il sussidio in scadenza.

Oltre due miliardi dovranno finanziare l’acquisto dei vaccini, anche alla luce dell’accelerazione nella campagna impressa dal governo Draghi. Mentre 1,85 miliardi dovrebbero prendere la destinazione degli enti territoriali divisi fra Comuni, Province e Città metropolitane (1,25 miliardi, 250 milioni per l’imposta di soggiorno) e Regioni autonome (600 milioni).

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