Va avanti il progetto della Commissione europea diretto a realizzare una fiscalità più equa e semplice entro il termine del 2024. Con il piano d’azione di luglio 2020 – Com (2020) 312 final – è arrivata dalla Ue la spinta a modernizzare i sistemi fiscali rispetto ai cambiamenti dovuti dall’era digitale. Nel progetto sono ricomprese ben 25 azioni in vista di più obiettivi, da realizzare entro il 2024, sul fronte della fiscalità europea che vanno dalla semplificazione degli adempimenti in capo agli operatori all’estensione della cooperazione amministrativa, dall’economia delle piattaforme digitali alla revisione del Codice di condotta e dei parametri di valutazione delle giurisdizioni non cooperative.

Nel quadro di queste misure, alcune delle quali, tra l’altro, già realizzate – si pensi alla direttiva Dac 7 la quale ha reso i gestori delle piattaforme elettroniche dei veri e propri collaboratori del fisco –diverse riguardano più da vicino l’Iva. L’attenzione della Commissione al futuro di tale imposta si focalizza, in particolare, su tre punti:

O armonizzazione di forme di comunicazione dei dati da parte degli operatori riguardo le transazioni effettuate e/o introduzione futura della fatturazione elettronica obbligatoria per tutti gli Stati Ue;

O regole specifiche per la cosiddetta «economia delle piattoforme», ovvero per le transazioni che si svolgono sui portali on line;

O modalità di identificazione unica per gli operatori Iva in tutta la Ue ed estensione dell’utilizzo degli sportelli unici Oss e Ioss.

In questo modo, la Commissione intende intervenire sulla disciplina Iva dettata sul piano Ue dalla direttiva 2006/112/Ce e dai regolamenti di attuazione, adeguandola agli elementi di novità frutto del progresso digitale e tecnologico. In tal senso vanno letti, ad esempio, i «digital reporting requirements» quali richieste, nei confronti degli operatori, di comunicare al fisco i dati sulle proprie transazioni in senso armonizzato nei vari Paesi Ue oppure la proposta di estendere l’Oss a qualsiasi altra operazione B2C effettuata nella Ue o ancora la proposta di rendere obbligatorio lo sportello Ioss per le piccole importazioni.

Queste misure dovrebbero trovare concretezza nella proposta di direttiva che la Commissione ha in programma di pubblicare nel terzo trimestre del 2022. A tal fine è stata avviata una fase di consultazione pubblica, aperta fino al prossimo 15 aprile, in cui, rispondendo a un questionario on line, gli operatori interessati possono fornire il proprio punto di vista sui i temi descritti, indicando come le norme Iva devono adattarsi all’era digitale e la tecnologia possa essere utilizzata sia per aiutare gli Stati membri a combattere la frode in materia di Iva sia a vantaggio delle imprese.

Questo articolo fa parte del Modulo24 Iva del Gruppo 24 Ore.

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