Informazioni acquisite con le fatture elettroniche transitate tramite Sdi, dati dei corrispettivi giornalieri e delle operazioni transfrontaliere comunicati alle Entrate utilizzando l’esterometro e, dal 1° gennaio 2022, inviando le integrazioni con i tipidocumento TD17, TD18 e TD19: questi elementi costituiscono la base per la generazione delle bozze dei registri Iva e delle liquidazioni periodiche nonché della dichiarazione precompilata Iva. Notevole quindi il patrimonio informativo di cui il fisco dispone, sempre più puntuale in ragione del maggiore dettaglio derivante dalle evoluzioni sia dei tracciati xml delle e-fatture che dei corrispettivi memorizzati elettronicamente e trasmessi telematicamente. Le Entrate, comunque, avranno un ulteriore strumento di precompilazione, quanto più automatizzata possibile, nell’utilizzo anche di ulteriori dati fiscali presenti nel sistema dell’Anagrafe tributaria, compresi i dati delle bollette doganali che verranno comunicati al contribuente così da poterli integrare nelle bozze. Questa enorme mole di dati, grazie anche alla progressiva riduzione delle esclusioni soggettive, permetterà di mettere a disposizione dei soggetti passivi Iva residenti e stabiliti in Italia le bozze dei registri Iva di ciascun mese e, dal sesto giorno del mese successivo al trimestre di riferimento, delle relative liquidazioni periodiche. Inoltre, a partire dalle operazioni Iva 2022 e dal 10 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento, i contribuenti potranno disporre anche della bozza delle dichiarazioni annuale Iva. Una volta ricevute queste bozze, i contribuenti destinatari delle stesse, anche tramite intermediario, potranno scegliere se convalidarle o integrarle nel dettaglio entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento. In entrambi i casi, e cioè sia se vengono convalidate le informazioni perché complete sia se vengono integrate nel dettaglio riportando tutti gli elementi richiesti dalla normativa Iva, viene meno in capo al contribuente l’obbligo di tenuta dei registri Iva acquisti e vendite, i quali saranno invece mantenuti, come convalidati o integrati, dalla stessa Agenzia. Anche e soprattutto nella prima fase sperimentale di avvio del nuovo sistema, e per limitare e giustificare eventuali disallineamenti tra quanto risulta al contribuente e quanto messo a disposizione dalle Entrate, sarebbe utile realizzare un’elaborazione gestionale, quanto più possibile tempestiva, delle informazioni veicolate e ricevute tramite Sdi, così da poter verificare la corrispondenza dei dati messi a disposizione dal Fisco e risolvere a monte eventuali contestazioni o richieste di compliance.
Muovendo dalla base dati a disposizione e dalle modalità di generazione dei registri, come descritte e strutturate negli allegati A e B del provvedimento direttoriale dell’8 luglio 2021, un soggetto passivo Iva sarebbe in grado di generare i registri Iva acquisti e vendite, e controllare allo stesso tempo i dati attesi delle liquidazioni periodiche, per poi incrociarli con quanto risulta alle Entrate.

