Per giugno andrà così con un calendario che si preannuncia senza sosta. Da luglio, probabilmente, qualcosa potrebbe cambiare. Non da subito, ma comunque un segnale di svolta potrebbe arrivare per circa 2,3 milioni di partite Iva che applicano il regime Iva ordinario e liquidano l’imposta ogni trimestre. Dalle operazioni effettuate dal 1° luglio 2021, infatti, l’agenzia delle Entrate metterà a disposizione le bozze dei registri di fatture emesse e acquisti attingendo ai dati della fattura elettronica.

Gli operatori interessati o i loro intermediari con delega per i servizi di fatturazione elettronica potranno consultarli in un’area web dedicata del portale «Fatture e corrispettivi». E, come ha spiegato il direttore dell’Agenzia Ernesto Maria Ruffini nell’ultima audizione in commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, se le bozze sono complete (o successivamente alla loro integrazione per annotare tutte le operazioni effettuate nel periodo), il contribuente può procedere a convalidare i registri e con tale operazione non sarà obbligato alla tenuta dei registri Iva mensili, che saranno memorizzati direttamente dalle Entrate. In alternativa, per sfruttare le informazioni a disposizione dell’Agenzia, i contribuenti Iva interessati o i loro intermediari potranno estrarre le bozze e importarle nei propri applicativi oppure utilizzarle per un confronto con i dati dei propri registri.

La digitalizzazione e le richieste di dati aumentate nel corso degli anni possono provare a invertire la rotta degli oneri a carico di imprese, professionisti e autonomi. Il passo successivo sarà la dichiarazione Iva precompilata che vedrà la luce però solo nel 2023 a partire dalle operazioni 2022.

Già dall’anno prossimo, intanto, si potrà dire addio all’esterometro, in quando acquisti e cessioni dall’estero transiteranno sul circuito della fattura elettronica e non avranno più bisogno di un ulteriore adempimento a parte.

La riduzione del carico della burocrazia fiscale ha fatto qualche passo avanti anche sulle dichiarazioni dei sostituti d’imposta (il 770) che negli ultimi anni sono state più snellite rispetto al recente passato. La strada comunque resta ancora molto lunga.

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