La riforma del fisco premia i redditi medio alti e le buste paga del 2022 riserveranno diverse sorprese, che in molti casi potrebbero non essere positive. Così come potrebbero cambiare in peggio gli importi garantiti dal nuovo assegno unico per le famiglie. A pensarlo è la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, che ha fatto il punto della situazione nella circolare 2, pubblicata ieri.

Secondo il presidente della Fondazione, Rosario De Luca, il combinato disposto della Manovra e della revisione delle misure di sostegno per le famiglie cambieranno gli importi a disposizione di lavoratori e, più in generale, dei contribuenti. Come risultato 27,8 milioni di contribuenti saranno avvantaggiati, 14,5 milioni resteranno indifferenti alla riforma e per 372mila ci saranno penalizzazioni.

Nel documento si ricorda che a queste disposizioni, in vigore dal 1° gennaio, si aggiungerà da marzo l’assegno unico e universale per le famiglie (Auuf), con un ulteriore cambiamento nelle buste paga dei dipendenti: per effetto dell’abrogazione dell’assegno per il nucleo familiare e delle detrazioni fiscali per i figli a carico si ridurrà l’importo ricevuto direttamente dal datore di lavoro. In parallelo sarà possibile ricevere l’assegno unico corrisposto dall’Inps purché, in presenza dei requisiti soggettivi previsti, si sia provveduto in autonomia a presentare la domanda. «Gli importi ricevuti, però, - scrivono i Consulenti - potrebbero non somigliare a quelli del passato perché parametrati sull’Isee del nucleo familiare invece che sul reddito ai fini fiscali».

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