Sono già numerose le declinazioni dell’impiego dell’intelligenza artificiale negli studi dei professionisti fiscali. Si tratta perlopiù di applicazioni che prendono in carico le mansioni più semplici, ma iniziano a essere disponibili anche soluzioni più articolate.
Tra i tool che utilizzano l’intelligenza artificiale e che sono già presenti negli studi dei commercialisti ci sono, ad esempio, ChatPdf, che legge e riassume una gran mole di documenti, e Tome, un utile tool per creare presentazioni professionali. Senza dimenticare la stessa ChatGpt o Midjourney o alcuni applicativi di Google e di Microsoft.
Un’applicazione tutta italiana è il chatbot istruito per rispondere alle domande sulla rottamazione quater, sviluppato da Cfi (Crisi Fiscale d’Impresa) e a cui si può aderire entro questo mese. Lo strumento si basa su ChatGpt, ma è stato istruito per evitare le cosiddette “allucinazioni”, che possono portare a risposte non vere per esaudire comunque le richieste degli utenti.
Fondamentale è stato tutto il lavoro di istruzione preliminare che solo un commercialista esperto della materia poteva fare: «Prima abbiamo istruito l’AI – spiega Carlo Carmine, founder di Cfi e commercialista – e poi abbiamo aggiornato lo strumento con le domande del target di riferimento. Siamo partiti dai quesiti che riceviamo dai clienti e nei nostri webinar».
Poi sono state inserite sentenze, procedure, prassi delle Entrate, tutta la documentazione e le cartelle di pagamento. Il risultato è un database molto vasto di nozioni a cui il chatbot accede per formulare le risposte ai quesiti dei clienti.
Un uso altrettanto creativo dell’Ai riguarda la piattaforma digitale, KYP™, per limitare i rischi penali e fiscali derivanti dalle attività illecite di partner, fornitori e clienti. Infatti la soluzione digitale, presentata da Complegal, intrecciando diverse banche dati pubbliche, permette di verificare il livello di legalità e affidabilità delle imprese con cui si lavora. Su tecnologia blockchain questo sistema produce un report valido ai fini della tutela fiscale anche come prova in giudizio.
«È pensato per prevenire i reati tributari», commenta il commercialista Arrigo Bandera, titolare dell’omonimo studio e co-founder di Complegal. «Per realizzare il sistema abbiamo fatto dialogare banche dati autorevoli come quella di Infocamere e quelle per la sicurezza pubblica, introdotto i codici Ateco e le certificazioni ambientali. In modo predittivo è uno strumento di lettura per professionisti e imprese».

