Aree colpite da terremoto: gli interventi di ricostruzione in variante rispetto al progetto che ha ottenuto i contributi pubblici possono accedere al superbonus. Lo spiega l’agenzia delle Entrate con la risposta a interpello 222/2023.

Il caso riguarda un immobile gravemente danneggiato dal sisma del 26 ottobre 2016 nel Centro Italia. Il proprietario ha presentato, il 23 dicembre del 2019, un progetto per la riparazione dei danni con miglioramento sismico, per il quale ha ottenuto un contributo pubblico, avviando poi i lavori a settembre del 2021.

All’atto del deposito del progetto non erano previste opere in accollo alla committenza (potenzialmente agevolabili con il superbonus). In corso d’opera, però, è stata riscontrata la necessità di effettuare «ulteriori lavorazioni al fine del ripristino dell’agibilità dell’edificio». Questi lavori non erano prevedibili in fase di progetto ed eccedono il contributo. Il quesito è se possono essere agevolati nell’ambito del superbonus.

La risposta delle Entrate è positiva. La risposta ricorda, anzitutto, che per coordinare l’applicazione del contributo pubblico e delle detrazioni il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione ha previsto con ordinanza che «il superbonus e ogni altro incentivo fiscale spetta per l’importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione».

Inoltre, è stato previsto che «le relative disposizioni si applicano anche agli interventi per i quali sia già stato emanato il decreto di concessione del contributo e anche, ove occorra, previa presentazione di varianti in corso d’opera». Il tema delle varianti è evocato anche nella guida alla ricostruzione del 2021. Qui si spiega che «anche i cittadini che hanno già presentato la domanda o hanno già ottenuto il contributo pubblico per la ricostruzione o anche avviato i lavori, possono accedere al superbonus relativamente alle spese rimaste a carico, anche presentando una variante progettuale in corso d’opera».

La condizione per accedere al bonus, ricordata dalle Entrate, è che un professionista attesti che «gli interventi sono indispensabili al completamento del progetto per il quale è stato ottenuto il contributo commissariale e che l’asseverazione sia depositata contestualmente alla presentazione della variante progettuale in corso d’opera».


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