Il governo apre sulle cartelle esattoriale e prova a ridurre la pressione sul via libera alla manovra di bilancio. A incassare l’apertura per possibili ritocchi in arrivo sulla riscossione è stata lunedì 13 dicembre Forza Italia che aveva minacciato di non votare il Ddl di bilancio. Dopo gli incontri di Mario Draghi con le delegazioni dei Cinquestelle e degli ”azzurri”, Forza Italia ha espresso «apprezzamento per la disponibilità manifestata dal governo e dai relatori a valutare una congrua ed ulteriore dilazione dei tempi di pagamento delle cartelle esattoriali che saranno notificate a partire dal 1° gennaio 2022».

Le soluzioni sono tutte sul tavolo e a decidere alla fine sarà il ministro dell’Economia, Daniele Franco. Un punto dato per certo è quello che non ci saranno al momento slittamenti o rinvii per le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio i cui termini sono già scaduti il 9 dicembre ed entro il 14 dicembre scadono anche i 5 giorni di tolleranza per non decadere dalle definizioni agevolate.

Per le cartelle esattoriali, invece, si ipotizza la replica di quanto prevede il decreto fiscale collegato alla manovra per le notifiche recapitate a imprese e cittadini dallo scorso 1° settembre al prossimo 31 dicembre: la possibilità di saldare il conto con l’agente della riscossione entro 180 giorni dall’avvenuta notifica della cartella. Con un avvertenza per i debitori dello Stato nella definizione del nuovo calendario della riscossione: le cartelle notificate nel 2022 dovranno essere saldate nel corso dello stesso anno.

Dal nuovo giro di incontri di lunedì 13 dicembre tra governo e maggioranza è comunque arrivata la conferma dell’allungamento dei tempi per il via libera parlamentare della manovra. Che arriverà, con il sigillo finale della Camera, tra Natale e capodanno dopo il primo ok dell’Aula del Senato, atteso il 23 dicembre con il voto di fiducia sul maxiemendamento del governo.

Il maxiemendamento del governo dovrà ricalcare il testo che uscirà tra sabato e lunedì dalla commissione Bilancio, dove la volata finale per le votazioni scatterà nel week end. Anche perché non arriveranno prima di domani i ritocchi dell’esecutivo, probabilmente in forma di emendamento omnibus, che riguarderanno la ripartizione del fondo taglia-tasse, con la definizione della riduzione di Irpef e Irap, con la decontribuzione fino a 35mila euro, e le misure per utilizzare i 3,8 miliardi disponibili contro il caro-bollette, oltre a quelle su scuola e enti locali. A cominciare dalla norma “Salva-Napoli” per puntellare i grandi comuni in pre-dissesto. A ruota seguiranno le modifiche parlamentari su Superbonus, ricostruzione post-sisma, proroga di Tosap e Cosap e accesso agevolato all’Ape sociale per gli “edili”. Martedì 14 dicembre i gruppi parlamentari potranno riformulare i ritocchi segnalati.

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