Pubblicate le linee guida per le imprese, nazionali ed estere, che intendono utilizzare l’interpello nuovi investimenti ed ottenere una risposta del fisco sul trattamento tributario da applicare al proprio piano di sviluppo in Italia.

La circolare 7/E pubblicata il 28 marzo e dedicata all’interpello nuovi investimenti – che sarà disponibili anche in inglese - contiene nuovi chiarimenti per favorire lo sviluppo di questo strumento.

Oltre alle indicazioni operative, come quelle relative ai documenti da allegare, la circolare illustra i vantaggi collegati allo strumento.

Per accedere a questa forma di collaborazione preventiva è necessario che si tratti di investimenti rilevanti – dal 2023 la soglia è stata abbassata a 15 milioni di euro – e con un’importante ricaduta in termini di occupazione. Su questo punto la circolare appena pubblicata chiarisce ed esemplifica le ipotesi di aumento dei livelli occupazionali (creazione di nuovi posto di lavoro) e di mantenimento, anche parziale, degli stessi nei contesti di crisi dell'impresa.

Attivata una corsia preferenziale per i contribuenti che presentano un interpello sui nuovi investimenti e, in relazione al medesimo business plan, intendono stipulare un accordo preventivo correlato.

Un’altra novità riguarda la possibilità di ricevere risposte parziali in tempi diversi quando per uno stesso piano di business sono stati presentati più quesiti. Adeguandosi alle risposte rese in sede di interpello nuovi investimenti è possibile accedere al regime dell’adempimento collaborativo anche in assenza dell’importo minimo di ricavi o volume d'affari, ma solo dopo che sia stata fornita una risposta a tutti i quesiti posti.

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