L'argomento affrontato in questo articolo è trattato nel Laboratorio Professionale Finanza Agevolata con Roberto Lenzi
1. La tematica
Negli ultimi anni la politica industriale italiana ha profondamente modificato il proprio approccio al sostegno degli investimenti. Se fino a poco tempo fa l'attenzione delle imprese era rivolta prevalentemente alla ricerca del singolo incentivo più conveniente, oggi la pianificazione agevolativa richiede una visione decisamente più ampia, nella quale strumenti di natura diversa vengono coordinati all'interno di un'unica strategia di sviluppo.
In questo contesto assumono particolare rilevanza le scelte tra gli strumenti classificabili come aiuto di Stato e quelli generalisti. I primi sono cumulabili, quando è consentito dalla normativa fino al massimale europeo previsto, i secondi in teoria possono arrivare a coprire il 100% della spesa. Appartengono alla prima categoria il Fondo 394/81 gestito da SIMEST, la Nuova Sabatini, buona parte dei bandi regionali, i programmi europei diretti come LIFE, ecc. Appartengono alla seconda il nuovo iper-ammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio per il 2026 e gli incentivi del piano Transizione 4.0.
La logica sottostante è profondamente diversa rispetto al passato.
L'impresa non è più chiamata a scegliere quale incentivo utilizzare, ma a comprendere quale sia la funzione svolta da ciascuno di essi. A volte la scelta può essere tra finanziamento agevolato che riduce il costo del capitale necessario per realizzare l'investimento e un fondo perduto che riduce invece il costo del progetto di investimento. In abbinamento, se i beni sono ammissibili, può essere utilizzato l'iper-ammortamento. Questo produce un beneficio distribuito lungo gli esercizi di ammortamento, attraverso una maggiore deduzione fiscale. L'attenzione del professionista deve quindi spostarsi dalla semplice individuazione dell'agevolazione alla costruzione di una vera strategia di investimento, nella quale gli aspetti industriali, finanziari e fiscali vengono progettati congiuntamente fin dalla fase iniziale.
È questa, probabilmente, la principale evoluzione della moderna finanza agevolata.
2. Normativa, prassi e giurisprudenza di riferimento
Molte imprese, pur avendo la possibilità di ricorrere a strumenti agevolativi alternativi, continuano a scegliere la Nuova Sabatini come incentivo di riferimento. Si tratta, infatti, di una misura che può riconoscere un contributo fino a circa il 10% dell'investimento, abbinato a un finanziamento bancario a tasso ordinario.
Si tratta senza dubbio di uno strumento valido e consolidato. Tuttavia, in numerosi casi il costo complessivo del finanziamento risulta significativamente superiore al beneficio economico ottenuto attraverso il contributo Sabatini. A ciò si aggiunge il frequente ricorso al Fondo di Garanzia per le PMI, la cui copertura, pur non comportando un esborso diretto per l'impresa, determina, a volte, l'assorbimento di una quota del plafond disponibile in regime de minimis, riducendo così la possibilità di accedere ad altre agevolazioni che utilizzano il medesimo regime di aiuto. Un'alternativa da valutare può essere, se l'azienda ha i requisiti richiesti, quella prevista dal Fondo 394/81, gestito da SIMEST per conto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Il nuovo Piano Industriale di SIMEST non si limita a sostenere iniziative direttamente collegate all'espansione commerciale internazionale, ma comprende programmi di innovazione tecnologica, digitalizzazione dei processi produttivi, cybersecurity, sostenibilità ambientale, efficientamento energetico, rafforzamento patrimoniale e ammodernamento degli impianti produttivi.
La competitività internazionale viene quindi considerata come il risultato di un processo molto più ampio, nel quale la qualità tecnologica dell'impresa assume un ruolo determinante.
Il Fondo 394 interviene attraverso finanziamenti a tasso agevolato, spesso accompagnato da una quota di contributo a fondo perduto.
Completamente diversa è invece la logica del nuovo Iper-ammortamento 2026-2028.
L'agevolazione consiste infatti in una maggiorazione extracontabile del costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili, consentendo una deduzione fiscale superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto.
Diversamente dal precedente credito d'imposta Transizione 4.0, il beneficio non si manifesta mediante un credito utilizzabile in compensazione, ma attraverso una riduzione del reddito imponibile distribuita lungo l'intero periodo di ammortamento del bene.
La maggiore deduzione riduce progressivamente il carico tributario dell'impresa, migliorando il rendimento complessivo dell'investimento e aumentando la capacità di autofinanziamento delle iniziative future.
L'ambito oggettivo dell'Iper-ammortamento resta strettamente collegato alla trasformazione digitale dei processi produttivi.
Il confronto tra Fondo 394 e Iper-ammortamento evidenzia come le due misure non rappresentino strumenti alternativi, bensì agevolazioni tra loro complementari, destinate a operare su piani differenti del medesimo investimento.
Il Fondo 394 interviene nella fase di realizzazione dell'investimento, sostenendone la copertura finanziaria mediante l'erogazione di risorse a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato e rendendo così economicamente sostenibili anche programmi di sviluppo particolarmente impegnativi.
L'Iper-ammortamento opera, invece, in un momento successivo, quando l'investimento è già stato effettuato e il bene è entrato nel patrimonio aziendale, consentendo all'impresa di recuperare fiscalmente, nel tempo, una quota maggiore del relativo costo attraverso il processo di ammortamento.
La possibilità di integrare questi due strumenti rappresenta uno degli aspetti più significativi dell'attuale sistema di incentivi, poiché consente di combinare un sostegno finanziario immediato con un beneficio fiscale differito, entrambi orientati a rafforzare la competitività delle imprese italiane.
Ne consegue che la progettazione dell'investimento assume un ruolo centrale: solo una corretta pianificazione consente infatti di coordinare efficacemente le diverse agevolazioni e di massimizzarne gli effetti economici.
Non è sufficiente verificare se una determinata spesa sia agevolabile; occorre comprendere quale sia lo strumento più efficace per sostenerla, quale beneficio produca e come tale beneficio possa coordinarsi con gli altri incentivi disponibili.
La possibilità di utilizzare contemporaneamente più strumenti non significa infatti che la medesima spesa possa beneficiare indiscriminatamente di più agevolazioni.
Occorre verificare, caso per caso, che siano rispettati i limiti previsti dalla normativa nazionale ed europea e che non si realizzi un fenomeno di doppio finanziamento della stessa componente di costo.
La corretta progettazione dell'investimento assume quindi anche una funzione di prevenzione del rischio.
Una pianificazione effettuata prima dell'avvio del programma consente infatti di attribuire correttamente ciascuna spesa allo strumento più idoneo, evitando successive criticità in sede di controllo.
3. Caso operativo
Si consideri una PMI del centro nord che intenda realizzare un programma di investimento complessivo pari a 1,2 milioni euro, finalizzato all'ammodernamento dello stabilimento produttivo e al rafforzamento della propria competitività sui mercati internazionali.
Il progetto prevede:
- 600 mila euro destinati all'acquisto di beni Industria 4.0, comprendenti macchinari interconnessi, software gestionali, sistemi di automazione, tecnologie digitali e piattaforme di raccolta dei dati di produzione;
- 600 mila euro destinati alle opere murarie necessarie all'adeguamento dello stabilimento produttivo, alla realizzazione delle infrastrutture impiantistiche e agli interventi funzionali all'installazione delle nuove tecnologie.
L'intero investimento di 1.200.000 euro può essere ricompreso in un programma finanziato da SIMEST. Il finanziamento agevolato può intervenire sull'intero progetto, contribuendo a ridurre il fabbisogno finanziario dell'impresa e migliorando la sostenibilità economica dell'operazione.
In funzione del proprio rating SIMEST e delle caratteristiche dell'impresa, può tuttavia risultare più conveniente ridimensionare il progetto finanziato, così da massimizzare la componente di contributo a fondo perduto, che può arrivare fino al 20% o, per le imprese che dimostrano di essere interessate dagli effetti negativi del conflitto nell'area del Golfo Persico, fino al 30%.
La quota di investimento eventualmente esclusa dal programma SIMEST può quindi essere destinata ad altre misure agevolative, costruendo una strategia integrata che consenta di massimizzare il beneficio complessivo e di ottimizzare l'impiego delle diverse risorse disponibili. Diversa è invece l'analisi da svolgere sotto il profilo fiscale.
L'Iper-ammortamento non riguarda infatti tutte le componenti dell'investimento, ma esclusivamente i beni materiali e immateriali che soddisfano i requisiti previsti dalla disciplina Industria 4.0.
Nel caso considerato, la quota di 600 mila euro relativa ai beni tecnologici potrà quindi beneficiare della maggiorazione extracontabile prevista dalla normativa. Questa potrà essere maggiorata per il valore residuo rispetto agli incentivi ricevuti sotto forma di aiuto di Stato.
Le opere murarie, invece, pur rappresentando una componente essenziale del progetto industriale, non rientrano tra gli investimenti agevolabili mediante Iperammortamento.
Nella pianificazione, i beni tecnologici beneficiano contemporaneamente del finanziamento agevolato e, per la differenza, del vantaggio fiscale derivante dall'Iper-ammortamento.
Le opere murarie vengono sostenute esclusivamente mediante il finanziamento SIMEST, in quanto la sede dell'impresa non prevede ulteriori incentivi per le opere murarie.
4. La soluzione
L'analisi svolta evidenzia come la vera opportunità non risieda tanto nell'utilizzo contemporaneo di due o più agevolazioni, quanto nella capacità di progettare l'investimento, considerando, sin dall'origine, la funzione che ciascuno strumento è chiamato a svolgere.
Nel caso prospettato, la diversa finalità degli strumenti consente di costruire un percorso nel quale il finanziamento sostiene l'intero progetto, mentre il beneficio fiscale valorizza soltanto la componente tecnologica.
La corretta integrazione richiede tuttavia un'attenta attività documentale.
Occorre infatti che il progetto descriva chiaramente gli obiettivi industriali perseguiti, distingua le diverse categorie di spesa e renda evidente la funzionalità degli interventi rispetto al programma complessivo.
Particolare attenzione dovrà inoltre essere dedicata alla documentazione tecnica richiesta dall'Iper-ammortamento, alla dimostrazione dell'interconnessione dei beni, nonché alla predisposizione della documentazione necessaria per l'accesso al finanziamento SIMEST a o agli altri strumenti messi in campo.
5. Gli errori da evitare
L'esperienza professionale evidenzia come le principali criticità non derivino tanto dalla disciplina delle singole misure, quanto dalla loro errata integrazione.
Il primo errore consiste nel considerare SIMEST, Sabatini, bandi regionali e Iper-ammortamento come strumenti alternativi.
Un secondo errore riguarda la mancata distinzione tra le diverse componenti del progetto.
Molto frequentemente, l'impresa tende a considerare l'investimento come un blocco unitario anche sotto il profilo agevolativo. Non tiene conto della possibile scomposizione del progetto in parti diverse, finanziabili con strumenti alternativi.
Altro errore ricorrente consiste nel rinviare la verifica dei requisiti tecnici alla fase conclusiva del progetto.
Per l'Iper-ammortamento, ad esempio, la conformità dei beni ai requisiti Industria 4.0, la loro interconnessione e la predisposizione della documentazione tecnica rappresentano elementi essenziali del beneficio e devono essere considerati già nella fase di progettazione dell'investimento.
Analogamente, per SIMEST, la coerenza del progetto con le finalità della misura e la corretta rappresentazione delle spese assumono rilievo sin dalla predisposizione della domanda.
Infine, non deve essere sottovalutato il tema della documentazione.
6. La check list di verifica
La seguente check list individua le principali verifiche da effettuare nella fase di progettazione dell'investimento per integrare correttamente le diverse misure agevolative.

7. Conclusioni
L'evoluzione delle politiche di sostegno alle imprese conferma come la finanza agevolata stia progressivamente superando una logica basata sul singolo incentivo per orientarsi verso un sistema integrato, nel quale strumenti diversi concorrono, ciascuno secondo la propria funzione, alla realizzazione di un medesimo progetto di sviluppo.
Il rapporto tra Fondo 394 SIMEST, Nuova Sabatini, bandi regionali e iper-ammortamento rappresenta uno degli esempi più significativi di questa evoluzione. Le misure in conto capitale e i finanziamenti agevolati, in quanto aiuti di Stato, sono normalmente alternativi tra loro o cumulabili all'interno dei massimali e richiedono un'attenta valutazione della soluzione più conveniente. Diversamente, l'iper-ammortamento, in quanto misura fiscale, può essere cumulato con tali strumenti, consentendo di incrementare il beneficio complessivo senza compromettere l'equilibrio economico-finanziario dell'investimento.
In questo articolo sono stati analizzati i profili essenziali di uno dei casi operativi.
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