1. In sintesi

La Misura 64 del Piano di implementazione della strategia nazionale di cybersicurezza 2022/2026 mette a disposizione 825.000 € in contributi de minimis per sostenere l’imprenditoria femminile innovativa.

Il dipartimento del Tesoro accompagna le start up selezionate in un percorso di 6 mesi nei propri laboratori virtuali, durante il quale le fondatrici potranno validare la tecnologia, testare i casi d’uso nella Pubblica amministrazione e rafforzare il modello di business.

Il sostegno economico - erogato in due tranche (30.000 € + 45.000 €) - rimborsa le spese dirette di R&D, personale e tutela della proprietà intellettuale e viene richiesto con la presentazione di apposita candidatura secondo l’avviso pubblico “Fintech Factory Mef” dell’8 maggio 2025.

2. Contesto e finalità

La misura nasce dalla legge di Bilancio 2023, che ha istituito il fondo per la strategia nazionale di cybersicurezza, e dal Dpcm 8 luglio 2024 che ha ripartito le risorse attribuendo al dipartimento del Tesoro la gestione dell’intervento per le start up femminili.

Con l’avviso dell’8 maggio 2025 il Tesoro avvia un programma sperimentale che combina un sostegno finanziario massimo di 75.000 € per impresa e un percorso di 6 mesi nei laboratori virtuali del Mef.

L’obiettivo dichiarato è triplice:

  • agevolare la crescita di nuove imprese guidate da donne;
  • accelerare l’adozione di tecnologie cyber resilienti nella Pubblica amministrazione;
  • incentivare il trasferimento di know how tra pubblico e privato.

3. Chi può partecipare

L’agevolazione è riservata a società di capitali con sede legale in Italia e anzianità non superiore a 24 mesi al 20 giugno 2025 oppure a team di persone fisiche intenzionate a costituire la società entro 45 giorni dalla pubblicazione della graduatoria.

La compagine deve essere a prevalenza femminile ovvero avere una donna nel ruolo di amministratrice unica o amministratrice delegata.

Per le società già costituite restano fermi i requisiti di regolarità contributiva, assenza di procedure concorsuali e rispetto del massimale de minimis di 300.000 € nell’arco di tre esercizi finanziari.

Sul piano tecnologico, il progetto deve basarsi su tecnologie abilitanti - intelligenza artificiale, distributed ledger, cloud, internet delle cose o analoghe - e rispondere a un’esigenza economico finanziaria, come ad esempio la regolamentazione digitale, l’open banking, l’analisi di dati su larga scala o la prevenzione delle frodi, assicurando al contempo la conformità ai principi di sicurezza cibernetica e privacy by design.

Tre casi aiutano a chiarire la platea potenziale:

  • una piattaforma che genera dati sintetici per test di stress bancari nel rispetto del Gdpr;
  • un motore di linguaggio naturale che estrae informazioni Xbrl dai bilanci Pdf della Pubblica amministrazione;
  • un set di Api per l’open finance equipaggiate con moduli biometrici antifrode.

Definizioni chiave (articolo 1 avviso)

1. Start up: società di capitali iscritte al Registro imprese da ≤ 24 mesi, sede legale in Italia, operanti su tecnologie emergenti.

2. A conduzione femminile se:

- 50% quote detenute da donne e/o

- amministratrice unica oppure una donna in qualità di amministratrice delegata.

3. Costituenda: persone fisiche che costituiranno la società entro 45 giorni dalla graduatoria.

Esempio A (ammissibile)

ABC S.r.l., costituita il 30/11/2024, 60 % quote detenute da donne, Au donna, sviluppa Ai per synthetic data = ammessa.

Esempio B (non ammissibile)

XYZ S.r.l., costituita il 10/05/2023 > supera 24 mesi al 20/6/2025 = esclusa.

Best practice

Verificare preventivamente l’eventuale superamento del massimale de minimis (300.000 € ultimi 3 esercizi).

Utilizzare il Registro nazionale Aiuti di Stato (Rna) per estratti conto aggiornati.

4. Ambiti di innovazione eleggibili

Le soluzioni devono coniugare tecnologia abilitante (Ai, Dlt, cloud, IoT) e principi di cybersicurezza, con ricadute nel settore economico finanziario pubblico o privato.

Esempi espliciti dell’avviso

I. Predictive analytics su dati macro finanziari per stress test di bilancio;

II. Generazione di dati sintetici per addestramento modelli credit scoring Gdpr compliant;

III. Nlp per estrazione di dati Xbrl da bilanci Pdf;

IV. Workflow documentale smart contract per fatture PA (legge 244/2007);

V. Api open banking PSD2 per embedded finance;

VI. Piattaforme ed-fin gamificate per educazione finanziaria degli under 30;

VII. Soluzioni Aml basate su biometria e behavioural analytics;

VIII. Dashboard RegTech per invio segnalazioni di vigilanza (Finrep, Corep) a Banca d’Italia.

5. Il contributo e le spese ammissibili

Il bando Fintech Factory Mef (articolo 5) mette a disposizione una dotazione complessiva pari a 825.000 €, erogabile in forma di contributo a fondo perduto.

Il sostegno economico viene concesso in due momenti distinti, a copertura delle spese sostenute nell’ambito delle attività di validazione tecnica e sviluppo imprenditoriale previste nei laboratori virtuali del Mef.

Una prima tranche, fino a un massimo di 30.000 €, può essere richiesta dopo i primi due mesi di percorso, una volta raggiunte le milestone iniziali del piano di lavoro.

La seconda tranche, fino a 45.000 €, è liquidabile al termine del percorso di sei mesi, subordinatamente alla rendicontazione finale delle spese e alla presentazione dei risultati ottenuti, inclusa la dimostrazione tecnica della soluzione.

Il contributo copre un’ampia gamma di voci di spesa, purché siano effettivamente sostenute dopo la firma della Convenzione e direttamente riconducibili al progetto validato.

Tra queste rientrano, ad esempio, i costi per lo sviluppo tecnico della soluzione - come l’acquisto di licenze software, l’esecuzione di penetration test o la certificazione ISO 27001 - e le spese per il personale, interno o esterno, impiegato sul progetto.

Sono, altresì, ammissibili gli investimenti in attrezzature dedicate, purché il loro ammortamento sia coerente con la durata semestrale del programma e i costi sostenuti per la protezione della proprietà intellettuale, come la registrazione di brevetti o marchi.

Altre voci rilevanti comprendono le attività di market validation, la produzione di white paper e la partecipazione a eventi di settore utili alla promozione e alla sperimentazione della soluzione presso potenziali utenti pubblici.

Ai fini del rimborso, l’Iva è ammissibile solo se realmente indetraibile secondo le regole ordinarie.

Non sono, invece, rimborsabili i costi generali non direttamente imputabili al progetto - come affitti, utenze o spese amministrative generiche - né gli ammortamenti eccedenti il periodo di validazione o gli oneri di natura sanzionatoria.

Per facilitare la lettura si riporta una sintesi esemplificativa delle principali voci ammissibili:

Alcune tipologie di spesa sono espressamente escluse dal contributo.

Tra queste, ad esempio, vi sono gli ammortamenti che eccedono il periodo di 6 mesi previsto per la validazione, in quanto considerati non proporzionati alla durata del progetto.

Sono, inoltre, escluse tutte le spese generali non tracciabili in modo diretto e puntuale come affitti, utenze o altre voci di costo comuni, non riconducibili in modo specifico e verificabile alle attività oggetto della misura.

Allo stesso modo non rientrano tra le spese eleggibili quelle relative a contenziosi legali, penali, contrattuali o sanzioni che per loro natura sono estranee agli obiettivi di sviluppo imprenditoriale e tecnologico promossi dall’avviso.

Infine, è esclusa qualsiasi attività pubblicitaria generica rivolta al consumatore finale, tipica delle campagne business-to-consumer, poiché non rispondente alla finalità istituzionale di validazione e sperimentazione della soluzione in ambito pubblico o regolamentato.

6. Come presentare la domanda di candidatura

L’invio della domanda di partecipazione alla misura (articolo 7) richiede attenzione, metodo e conoscenza puntuale dei documenti richiesti.

La procedura è strutturata in sei passaggi consequenziali, ciascuno dei quali ha una funzione ben precisa nella costruzione del dossier di candidatura.

Il cuore del fascicolo è rappresentato dall’Allegato 1 (il business plan), un documento progettuale completo in cui la start up deve articolare in modo convincente l’idea imprenditoriale: dalla descrizione della tecnologia proposta al suo impatto sui servizi economico-finanziari, passando per la composizione del team, l’analisi del mercato, i fabbisogni della Pubblica amministrazione e i principali rischi legati alla cybersicurezza.

Tale documento deve dimostrare la coerenza tra il problema identificato e la soluzione proposta, fornendo elementi solidi di fattibilità e sostenibilità.

Accanto al progetto tecnico, la start up deve presentare una dichiarazione sostitutiva (Allegato 2a nel caso di società già costituite, 2b per le costituende) che certifica, sotto la propria responsabilità, la presenza dei requisiti soggettivi previsti dall’avviso:

  • iscrizione al Registro delle imprese da meno di 24 mesi;
  • sede legale in Italia;
  • compagine a prevalenza femminile;
  • regolarità contributiva;
  • rispetto del plafond de minimis.

La dichiarazione rappresenta un atto giuridicamente rilevante e deve essere compilata con massima attenzione.

L’Allegato 3 è, invece, una dichiarazione di impegno alla sottoscrizione della Convenzione, documento con cui la start up accetta formalmente le condizioni di partecipazione, gli obblighi rendicontali, le modalità di erogazione del contributo e le clausole di revoca.

Tutti i documenti devono essere firmati digitalmente e allegati a un’unica Pec da trasmettere entro le ore 12:00 del 20 giugno 2025 all’indirizzo fintechfactorymef@pec.mef.gov.it.

L’oggetto della Pec deve recare la dicitura: “Candidatura Avviso pubblico startup femminili - [DENOMINAZIONE]”.

È fondamentale conservare entrambe le ricevute generate dal sistema Pec - quella di accettazione e quella di avvenuta consegna - poiché costituiscono prova della tempestività dell’invio. La mancanza di una delle due potrebbe compromettere l’ammissibilità della domanda.

Per facilitare la comprensione del processo, si riporta di seguito uno schema di flusso che sintetizza la sequenza operativa da seguire ed una checklist di controllo:

Checklist operativa per la candidatura

1. Scaricare tutti gli allegati aggiornati dal sito Mef – sezione Fintech Factory – Misura 64;

2. Compilare l’Allegato 1 con dati anagrafici, pitch del progetto, analisi di mercato, team e impatti Pa;

3. Verificare quale dichiarazione compilare: 2a (start up costituite) o 2b (costituende);

4. Controllare con il Registro nazionale Aiuti il rispetto del limite de minimis;

5. Predisporre Allegato 3 e leggere attentamente le clausole della convenzione tipo;

6. Apporre la firma digitale;

7. Inviare la Pec con oggetto corretto entro la scadenza del 20 giugno 2025 ore 12;

8. Conservare le ricevute Pec e creare una cartella (facoltativo ma utile).

Esempio di candidatura riuscita

La start up WomanAI S.r.l., costituita a gennaio 2025 con sede a Milano, è formata da un team composto al 70% da donne e guidato da una amministratrice esperta in analisi predittiva.

L’idea progettuale riguarda una piattaforma basata su modelli generativi per la creazione di dati sintetici a uso degli enti pubblici impegnati nel monitoraggio dei bilanci delle Pmi.

Dopo aver scaricato i moduli dal sito Mef, il team redige l’Allegato 1 integrando dati di mercato, casi d’uso nella pubblica amministrazione e una roadmap tecnologica in 6 mesi. L’Allegato 2a certifica la compagine femminile e l’assenza di altri aiuti analoghi.

Viene firmato anche l’Allegato 3 e tutto il fascicolo viene trasmesso in un’unica Pec.

Il 19 giugno, alle 15:20, la start up riceve conferma dell’avvenuta consegna.

Tre settimane dopo il progetto BetaAI viene incluso in graduatoria tra i beneficiari ammessi al finanziamento.

7. Obblighi post-concessione e cause di revoca

L’ottenimento del contributo da parte delle start up selezionate comporta l’assunzione di obblighi precisi e articolati, volti a garantire la corretta attuazione del progetto e l’utilizzo conforme delle risorse pubbliche.

Come previsto dall’articolo 10 dell’avviso, l’impresa beneficiaria è tenuta a rispettare il piano di lavoro approvato, documentare in modo puntuale le attività e i costi sostenuti e mantenere i requisiti soggettivi che hanno dato diritto all’ammissione.

Un primo impegno essenziale riguarda la stabilità della struttura societaria.

La compagine a conduzione femminile, che costituisce condizione di accesso, deve essere mantenuta lungo tutta la durata del percorso di validazione.

Una modifica che riduca la partecipazione femminile al di sotto della soglia del 50% o la sostituzione dell’amministratrice con un soggetto non conforme, potrebbe essere considerata causa di decadenza dal beneficio.

Altro obbligo rilevante consiste nella partecipazione attiva e documentata a tutte le sessioni di mentorship, laboratori e incontri previsti dal programma.

La misura ha, infatti, un impianto formativo e sperimentale che si affianca all’erogazione del contributo e la mera adesione formale non è ritenuta sufficiente.

Dal punto di vista tecnico, la start up si impegna a consentire al ministero dell’Economia e delle Finanze, senza oneri, l’utilizzo della soluzione validata per un periodo massimo di 12 mesi dalla conclusione del percorso, esclusivamente per finalità istituzionali o sperimentali.

Resta ferma, in capo alla start up, la titolarità piena della tecnologia, che potrà essere valorizzata sul mercato anche in forma commerciale.

Un altro principio inderogabile è l’assenza di doppio finanziamento: le spese oggetto di rimborso non devono essere coperte, neppure parzialmente, da altri contributi pubblici, nazionali o europei.

Infine, tutte le rendicontazioni - parziali e finali - devono essere presentate secondo il cronoprogramma stabilito, con allegazione di documentazione probante e firma ai sensi del Dpr 445/2000.

L’articolo 11 dell’avviso elenca in modo puntuale le ipotesi che possono determinare la revoca del contributo.

Tra queste rientra la perdita dei requisiti soggettivi, compresa la mancata costituzione della società (per le start up costituende) entro il termine perentorio di 45 giorni dalla pubblicazione della graduatoria.

Rilevanti ai fini dell’annullamento sono anche eventuali dichiarazioni false o mendaci rese nella fase di candidatura, con possibili risvolti penali in base all’articolo 76 Dpr 445/2000.

Altre situazioni critiche includono l’inerzia o la deviazione sostanziale rispetto al piano di lavoro approvato, l’inadempimento delle obbligazioni convenzionali e la violazione degli obblighi di riservatezza connessi all’accesso a dati e infrastrutture della Pubblica amministrazione.

In tutte queste ipotesi, il Mef ha facoltà di disporre la revoca del contributo e di esigere la restituzione delle somme già erogate, maggiorate degli interessi legali.

8. Conclusioni

La misura “Fintech Factory Mef” si inserisce in un filone crescente di policy pubbliche orientate a favorire la crescita di start up deep-tech ad elevato potenziale, con particolare attenzione alla componente femminile dell’ecosistema imprenditoriale.

L’articolazione del contributo - erogabile in due tranche su base rendicontativa - e l’accesso a un percorso strutturato di validazione nei laboratori virtuali del Mef configurano un framework ibrido di supporto, in cui il finanziamento si affianca a un accompagnamento operativo su temi critici come la cybersecurity, la compliance regolamentare e l’adozione di tecnologie abilitanti in contesti Pa.

Le imprese interessate dovranno presentare candidature tecnicamente robuste, capaci di coniugare maturità tecnologica, sostenibilità economica e aderenza ai fabbisogni del settore pubblico, entro la scadenza del 20 giugno 2025.

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