Cassa dottori commercialisti ha approvato il 27 ottobre una riforma che ha l’obiettivo di rendere adeguate le future pensioni. L’intervento, per diventare operativo, deve attendere il nullaosta dei ministeri vigilanti.

Cdc interviene su quattro leve principali: l’aumento del contributo soggettivo dal 12% al 15% del reddito professionale con una crescita graduale in cinque anni; la retrocessione del 50% del contributo integrativo sul montante individuale a regime; il rafforzamento del sistema premiale per chi versa più del dovuto; agevolazioni per i giovani e maggior flessibilità.

Per il contributo soggettivo è previsto l’aumento di un punto percentuale nel primo e nel secondo biennio e di un punto percentuale nel quinto anno. Oggi il soggettivo di Cdc è pari al 12%, tra i più bassi fra le Casse di previdenza.

Come contropartita l’ente prevede di mettere a montante in maniera strutturale in 50% del contributo integrativo (pari al 4%) versato dal professionista sul volume d’affari. Attualmente la retrocessione sul montante individuale è pari al 37,5% dell’integrativo ed è prevista fino al 2032.

Cambia il sistema premiale per incentivare gli iscritti a versare contributi superiori al minimo di legge e incentivare un maggiore risparmio previdenziale. È stato previsto un meccanismo di premialità crescente in proporzione all’impegno contributivo del singolo iscritto, si va dallo 0,5% per chi versa il minimo di legge fino a un massimo del 6% per versamenti pari o superiori al 21% nei primi due anni, al 22% nel terzo e quarto anno e al 23% quando la riforma sarà a regime. Quindi, a regime, se invece di versare il 15% di soggettivo l’iscritto decide di versare il 23% sul montante individuale si troverà un versamento pari al 29 per cento.

Un capitolo articolato riguarda i giovani. Per i neo iscritti under 35 l’esonero dal contributo minimo (sia soggettivo che integrativo) passa da cinque a sette anni (tanto per avere un’idea nel 2026 il soggettivo minimo è pari a 3.180 euro e l’integrativo minimo a 954 euro).

Per chi si iscrive a Cdc prima dei 43 anni la quota di retrocessione del contributo integrativo sarà elevata dal 50% al 75% per i primi cinque anni. Inoltre, per consentire ai giovani di ottenere la premialità riconosciuta a chi versa un contributo soggettivo maggiore rispetto all’obbligo di legge Cassa dottori ha pensato a un sistema di prenotazione, non vincolante, che consente al giovane commercialista di impegnarsi a versare più del dovuto oggi e cominciare concretamente il maggior versamento anni più tardi (il massimo dovrebbe essere dieci) rateizzando quanto dovuto.

Completano il quadro delle misure la possibilità di versare in quattro rate i contributi minimi e la possibilità di dimezzare il soggettivo minimo per i pensionati attivi con almeno 68 anni di età.

«Queste modifiche si pongono l’obietto di rafforzare l’equità intergenerazionale e l’adeguatezza in una situazione di consolidato trend di sostenibilità finanziaria di lungo periodo» spiega il presidente di Cassa dottori Ferdinando Boccia, che aggiunge «Gli interventi hanno il pregio di rendere strutturale gli incentivi a incrementare il risparmio previdenziale, accompagnare i giovani nella fase di avvio e i colleghi più anziani nella fase estremamente matura della propria attività».

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