Negli acquisti di beni dall’estero possono emergere obblighi di identificazione ai fini Iva nel Paese di partenza della merce. È il caso, ad esempio, dei beni provenienti da Paesi extra-Ue, importati in uno Stato membro diverso dall’Italia, oppure di merci unionali spedite da un altro Paese dell’Unione europea. L’identificazione Iva all’estero comporta oneri amministrativi e complessità operative che, in determinate circostanze, possono essere superati ricorrendo a modalità alternative di gestione dell’operazione.
Il caso
Si consideri il caso di una società che acquista merce in Ucraina (legname per produrre pallet), la quale entra nell’Ue passando per la dogana in Ungheria. La merce prosegue fino in Slovenia dove viene “importata”. Poi, dalla Slovenia la merce arriva in Italia.
Quali sono gli aspetti tributari (fiscali e doganali) dei vari passaggi?
Primo passaggio: entrata della merce nel territorio unionale in regime di transito
La merce proveniente dall’Ucraina entra nel territorio doganale dell’Ue. Qui avviene (o dovrebbe avvenire) l’operazione di importazione. Nel caso ipotizzato, la merce arriva...


