Rinviare le misure di allerta al 2022 e puntare sulla specializzazione dei giudici. Queste le due sollecitazioni più significative che Confindustria ha avanzato sulla riforma della disciplina della crisi d’impresa, nel corso dell’audizione in commissione Giustizia alla Camera sul decreto legislativo correttivo del Codice.
Il rinvio
Sull’allerta, la richiesta di slittamento da febbraio 2021 al 2022 è motivata con una serie di considerazioni. Innanzitutto, con l’opportunità di evitare che il debutto di una novità di questo spessore debba avere come punto di riferimento bilanci fortemente compromessi dall’emergenza sanitaria, e poi per un’attenzione alle piccole imprese, che costituiscono oltre il 90% del tessuto produttivo, presentano più frequentemente situazioni di anomalia e non sono pronte a farsi carico delle novità di compliance richieste.
Inoltre, gli Ocri hanno bisogno di tempo per maturare competenze specifiche e mettere a punto procedure idonee ad assicurare rapidità ed efficacia di azione; azione che invece rischierebbe di essere compromessa se già nella prima fase di applicazione fossero ingolfati da un’ondata di segnalazioni.
La nuova direttiva sull’insolvenza
Di più, Confindustria mette in evidenza che, se i decreti correttivi al Codice devono (anche) preparare la strada al recepimento della nuova Direttiva sull’insolvenza, che ha accentuato il carattere di flessibilità degli strumenti di allerta, il ruolo dei creditori pubblici qualificati dovrebbe essere ricalibrato.
Infatti, il pericolo è che, come rilevato dalla Banca d’Italia, le segnalazioni dei creditori pubblici qualificati favoriscano comportamenti “strategici” del debitore, inducendolo a pagare tali creditori, prima ancora di dipendenti e fornitori, unicamente per paralizzare l’avvio della procedura; pericolo che appare sempre più attuale se si considera la grave crisi economico-finanziaria in atto.
Cruciale in questa prospettiva anche il ruolo del pubblico ministero, dove, se la disciplina attuale a chiusura del sistema prevede la segnalazione al pm in caso di fallimento della procedura di allerta, la direttiva valorizza invece l’autonomia privata per raggiungere soluzioni che svuotino la procedura di connotati sanzionatori.
Giudici specializzati
Quanto all’amministrazione della giustizia, l’indicazione è per l’utilizzo delle risorse stanziate di recente, dove il riferimento è agli articoli 255 e 256 del decreto rilancio, per l’assunzione e formazione prioritaria di giudici specializzati per la rapida definizione dei procedimenti concorsuali e lo smaltimento dell’arretrato accumulato per effetto del blocco straordinario. Sarebbe poi importante, conclude sul punto l’audizione, che si desse attuazione a quanto era stato peraltro previsto originariamente dalla delega, istituendo presso un certo numero di tribunali sezioni specializzate e dedicata alla crisi d’impresa, con l’obiettivo di abbreviare i tempi e elevare gli standard di prevedibilità delle decisioni.

