La redazione del bilancio implica inevitabilmente il ricorso a stime, dovute sia all’assenza di valori assoluti per alcune poste sia alla variabilità nel tempo di molti cespiti. In questo contesto, i criteri di valutazione previsti dal Codice civile devono essere letti alla luce dei principi generali sanciti dall’articolo 2423 dello stesso Codice, che impongono chiarezza e rappresentazione veritiera e corretta. Tali principi, sovraordinati, guidano l’interpretazione delle norme e, in casi eccezionali, ne impongono la disapplicazione quando risultino incompatibili con la corretta rappresentazione della situazione aziendale.

La redazione del bilancio comporta per molte voci una serie di stime, sia perché valori veri in assoluto spesso non esistono (per esempio, il valore di un immobile dipende anche dall’uso al quale è destinato), sia perché il valore di molti cespiti varia nel tempo (per esempio, il valore di un macchinario si riduce nel tempo in forza dell’utilizzo).

Se l’articolo 2426 Codice civile detta i criteri di valutazione delle varie poste di bilancio, sovraordinato ad esso è l’articolo 2423, che sancisce i ...

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