Novità in tema di F24 integrato con il “Prospetto delle ritenute/trattenute operate”, annunciate dai relatori dell’agenzia delle Entrate nel corso del Convegno AssoSoftware «Norme in evoluzione e ruolo strategico del software nei settori fiscale, lavoro e gestionale», tenutosi il 4 e 5 marzo scorsi.

Ricordiamo che, a partire dal 2025, il “Prospetto delle ritenute/trattenute operate” può essere inviato mensilmente all’Agenzia, insieme al modello F24, dai sostituti d’imposta con non più di cinque percipienti che rispettano determinati requisiti dimensionali.

Voluto fortemente dal legislatore come alternativa per assolvere con una modalità “semplificata” all’obbligo dichiarativo, dovrebbe permettere al contribuente di comunicare già durante l’anno, in sede di versamento periodico con il modello F24, i dati delle ritenute e trattenute operate, senza dover più predisporre e inviare l’anno successivo il modello 770.

Le difficoltà operative

Dopo una partenza avvenuta lo scorso anno tra molte difficoltà e numerose proroghe, si pensava quest’anno a un adempimento un po’ più agevole.

Tanto che molte software house associate ad AssoSoftware avevano deciso di rilasciare le nuove funzionalità solo a partire dal 2026, confidando che potessero essere superate nel corso del 2025 le importanti limitazioni tecniche e operative che avevano reso lo scorso anno, se non impossibile, perlomeno poco pratico e vantaggioso l’utilizzo del Prospetto rispetto ai tradizionali quadri ST e SV del modello 770.

Tuttavia, anche nel 2026 sono state riscontrate alcune difficoltà operative.

La prima ha riguardato la scadenza del 16 febbraio 2026, correlata alle ritenute operate nel mese di gennaio, che è “saltata” per l’impossibilità di trasmettere, da parte dei contribuenti e dei loro intermediari fiscali, il file telematico per i tributi di gennaio per i quali andava indicato il periodo di riferimento “2026”, non ritenuto ammissibile dai controlli Sogei.

Tamponato il problema del 20 febbraio 2025 con la pubblicazione delle specifiche tecniche “2026” - corredate da una Faq con cui l’Agenzia ha comunicato che era possibile trasmettere il Prospetto anche oltre il termine del 16 febbraio 2026 - è emersa una seconda difficoltà operativa: il nuovo tracciato 2026 prevede la possibilità di indicare solo tributi con periodo di riferimento 2026 e non più tributi con periodo di riferimento 2025. Quindi:

  • nessun problema, apparentemente, per un’impresa senza dipendenti che opera solo ritenute di lavoro autonomo o provvigioni e che di regola non deve più inviare dati relativi all’anno di imposta 2025. Anche se dovesse inviare il Prospetto in ritardo, relativamente a ritenute effettuate lo scorso anno, dovrebbe predisporre due diversi flussi telematici, il primo per le ritenute relative all’anno di imposta 2025 e il secondo per le ritenute relative all’anno di imposta 2026;
  • un disagio importante, invece, per un’impresa con dipendenti che molto spesso deve comunicare dati sia relativi all’anno di imposta 2025 che al 2026. Si pensi alle problematiche legate, ad esempio, ai codici tributo 1712 e 1713, nonché a tutte le situazioni in cui il sostituto d’imposta effettua il conguaglio dei redditi erogati nel mese di gennaio o di febbraio dell’anno successivo.

Disagio che si va ad aggiungere all’impossibilità per gli intermediari fiscali, nella stragrande maggioranza dei casi, di poter predisporre un unico flusso telematico per tutti i clienti di studio contenente sia i dati dei versamenti effettuati con il modello F24 che i dati del Prospetto. Che quindi in alcuni casi si vedrebbero costretti ad inviare ben tre flussi.

L’annuncio dell’Agenzia

Sul punto il relatore dell’Agenzia ha spiegato che sono in corso approfondimenti da parte delle Entrate, insieme a Sogei, per poter rendere il tracciato maggiormente flessibile e permettere l’invio di un unico flusso dei dati relativi sia all’anno di imposta 2025 che al 2026, nonché i soli modelli F24 privi del record N contenente il Prospetto.

Come AssoSoftware ci si augura che i tempi siano brevi, affinché le procedure possano essere rapidamente adeguate e i vantaggi nel loro utilizzo da parte di tutti gli stakeholders siano finalmente concreti. Il relatore ha infine ricordato che, contestualmente al rilascio delle specifiche tecniche 2026, l’Agenzia ha pubblicato alcune nuove Faq sul proprio sito istituzionale. Tali indicazioni in alcuni casi risultano utili, per cui è probabilmente opportuno consultarle nel caso si desideri adottare la nuova modalità dichiarativa.

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