La domanda

Il 30 dicembre 2025, è stato notificato un avviso di accertamento Imu relativo all’anno d’imposta 2020. L’atto presentava un errore palese nel calcolo delle pertinenze. A seguito di tempestiva istanza di annullamento in autotutela presentata l’8 gennaio 2026, la società di riscossione del comune ha proceduto alla notifica di un nuovo atto rettificato (sostitutivo del precedente) in data successiva al termine perentorio del 31 dicembre 2025. Ho eccepito la decadenza del potere impositivo per il secondo atto, essendo stato notificato oltre i termini previsti dalla normativa vigente. L’ente ha rigettato l'eccezione sostenendo che la notifica del primo atto (seppur errato e poi annullato) avrebbe interrotto i termini di prescrizione, rendendo legittima la successiva rettifica in quanto, a loro dire, una volta notificato un atto non opererebbe più la decadenza ma la prescrizione quinquennale. La notifica di un atto impositivo viziato e successivamente sostituito dall’ente può effettivamente "cristallizzare" il potere impositivo, trasformando il termine di decadenza in prescrizione, anche nel caso in cui il nuovo atto (corretto) venga notificato oltre il termine?
F. F. - Caserta

Non si condivide la risposta fornita dal Concessionario/Comune. Dal quesito emerge che vi sia stato l’annullamento integrale dell’atto di accertamento, e la successiva emissione di uno nuovo atto notificato a termini decadenziali già spirati. Se l’ente avesse proceduto ad una rettifica parziale dell’atto, e quindi mantenuto l’atto originario, ma emendato dall’errore, con riduzione della pretesa impositiva, allora l’operato sarebbe legittimo, in quanto l’annullamento parziale non soggiace a termine...

Riproduzione riservata Ⓒ