La domanda

Un ente locale ha notificato un avviso di accertamento Imu, relativo a annualità antecedenti al decesso del contribuente, indirizzandolo a un solo erede per l’intero importo del debito. Tale scelta è stata dettata dalla mancata presentazione della dichiarazione di successione e di comunicazioni da parte degli altri aventi causa, che ha reso ignoti gli altri coeredi all’Ufficio. L’erede ha impugnato l'atto innanzi alla Cgt eccependo il difetto di solidarietà passiva. Il ricorrente sostiene che, a differenza delle imposte sui redditi (articolo 65, Dpr 600/1973), per l’Imu l’obbligazione sia pro-quota (ex articoli 752 e 1295 del Codice civile), rendendo illegittima la pretesa dell’intero importo verso un unico soggetto. L’assenza della dichiarazione di successione legittima l’ente a procedere verso l’unico erede conosciuto per l’intero debito? Qual è l’orientamento giurisprudenziale prevalente sulla validità di un atto impositivo notificato per l’intero a un solo coerede nel caso di tributi locali?
F. F. - Caserta

La questione è ormai risolta in modo pressoché uniforme dalla giurisprudenza di legittimità e di merito: per l’Imu non esiste solidarietà passiva tra coeredi. L’obbligazione è parziaria, pro quota (si veda da ultimo Cassazione 11097 del 28 aprile 2025). I giudici sono giunti a questa conclusione partendo dall'articolo 65 del Dpr 600/1973, che prevede la responsabilità solidale degli eredi.

Tale norma è di carattere sostanziale ed è riferita testualmente alle sole "imposte sui redditi". In assenza ...

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