La domanda
Un cantiere ha visto la realizzazione di opere per le quali è stato chiesto ed ottenuto l'incentivo Supersismabonus e Superecobonus. Durante il cantiere (apertosi nel 2021 con una Scia e un progetto strutturale e sospeso nel 2023 con dimissioni del Dl) sono state realizzate opere in parziale difformità dal progetto. Nel 2025 è stata ottenuta per esse la sanatoria ambientale mentre la sanatoria urbanistica è stata dichiarata inefficace per lacune nella documentazione (ma non diniegata). La pubblica amministrazione non esclude a priori che la sanatoria urbanistica possa essere ottenuta ma manca, per esempio, il nulla osta idraulico che deve essere prodotto. Gli scostamenti dal progetto architettonico sono potenzialmente sanabili con la ripresentazione di un nuovo accertamento di conformità e per le strutture le problematiche documentali potranno essere sistemate con pratiche tardive. Il quesito è questo: stante la situazione di attuale parziale non regolarità edilizia/strutturale, quale scenario si può presentare in termini di revoca dell'incentivo e di conseguenze per la committenza nel caso in cui: a) le opere vengano sanate; b) le opere non vengano sanate.
A. A. - Milano
Nel caso di specie occorre distinguere a seconda se le opere vengono sanate oppure no. Ottenuto, infatti, l'accertamento di conformità (urbanistico e strutturale) e i relativi nulla osta (idraulico, eccetera), la situazione si regolarizza retroattivamente e il rischio di revoca decade. Una volta ottenuta la sanatoria, l’immobile torna "conforme" e i presupposti per la detrazione vengono salvaguardati (articolo 36 o 36-bis del Dpr 380/2001). Dal punto di vista fiscale, l’agenzia delle Entrate non ...



