La domanda
Un consorzio, che ha per oggetto l’esecuzione e il completamento di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, fattura le prestazioni eseguite alla stazione appaltante con aliquota Iva del 10% in base al n. 127-quinquies, Tabella A, parte III, del Dpr 633/1972, decreto Iva. Nell’ambito della propria attività, il consorzio sostiene direttamente costi di struttura (personale, utenze, canoni eccetera.) e acquista beni e servizi (materie prime, attrezzature, consulenze, manutenzioni eccetera), successivamente riaddebitati senza ricarico, alle società consorziate pro quota di partecipazione al Consorzio. Tali acquisti sono fatturati dai fornitori del consorzio con aliquote differenziate (4%, 5%, 10%, 22%). Qual è il trattamento Iva applicabile al riaddebito di questi costi alle consorziate? In particolare, il consorzio quale aliquota deve applicare nelle relative fatture, tenuto conto della natura dei costi, dell’assenza di margine e del collegamento con l’attività di realizzazione delle opere soggette ad aliquota agevolata del 10 per cento?
C. C. - Bologna
Nel caso di specie, il consorzio deve applicare l'aliquota ordinaria del 22% al riaddebito dei costi di struttura e dei servizi generici (consulenze, utenze, canoni e costi generali non direttamente collegati all’esecuzione delle opere), mentre deve ribaltare i costi per l’acquisto di beni e servizi specifici legati al cantiere mantenendo l’aliquota originaria (4%, 5%, 10%, 22%) applicata dai fornitori a monte. In particolare, per tutti i beni e servizi acquistati da terzi e destinati alla materiale...



