La domanda


Dovendo ristrutturare il mio studio (categoria A/10), intendo procedere nel seguente modo:
- stipula contratto di appalto con le varie ditte che interverranno nei lavori (artigiano edile/impiantista, idraulico, elettricista eccetera);
- invio segnalazione certificata di inizio attività, Scia (articolo 3, lettera c, Dpr 380/2001) all’organo competente;
- dichiarazione di richiesta Iva agevolata al 10% unitamente alla copia della Scia da consegnare alle ditte appaltatrici per il rilascio delle relative fatture.
Tutto ciò è corretto? In particolar modo, lo è l’Iva agevolata al 10%?
G. T. – Cosenza

Gli interventi cui fa riferimento il lettore, con richiamo all’articolo 3, comma 1, lettera c, Dpr 380 del 6 giugno 2001, riguardano il restauro ed il risanamento conservativo, ossia gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Questi interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Atteso ciò, per questo tipo di intervento la voce 127-terdecies, della tabella A parte III, allegata al decreto Iva (Dpr 26 ottobre 1972, n. 633) prevede l’applicazione dell’aliquota del 10 per cento per le prestazioni di servizi commissionate in base a contratti d’appalto o d’opera.

Parimenti si applica l’aliquota del 10 per cento anche per l’acquisto dei cosiddetti beni finiti (ad esempio, sono beni finiti gli infissi, i sanitari, la caldaia eccetera), quelli cioè diversi dalle materie prime e semilavorate. In questo caso, la voce di riferimento è la voce 127-quaterdecies.

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