La domanda
Un immobile è stato demoricostruito nel 2013 usufruendo delle detrazioni 50% e 65%. L’immobile si regge su un cavedio di fondazione alto 2,69 mt con paretine in cemento armato su tutti e quattro i lati, eccetto su una piccola sezione chiusa con mattoni per un eventuale ingresso carrabile al locale. Il progettista aveva in mente di adibire il locale a pertinenza dell’abitazione per assecondare eventuali esigenze future di spazio. Di recente in fase di preparazione della documentazione per aprire regolarmente il locale, ci si è accorti che l’altezza dichiarata nella variante presentata al genio civile è di 2,26 metri in luogo di quella reale di 2,69 metri. È stato commesso pertanto un abuso (in modo estraneo alla volontà del committente) che configura un reato sismico. Quest’ultimo, oggi, in base al “Salva Casa” Dl 69/2024 si prescrive in quattro anni dalla fine lavori e presentando una variante al genio civile (sanatoria sismica) e una al comune l’immobile sarebbe regolarizzato. Regolarizzando l’immobile con tale procedura le detrazioni fiscali fruite e scadute nel 2023 e 2024, possono essere in qualche modo contestate e reclamate dall’agenzia delle entrate?A. M. - Macerata
La regolarizzazione dell’abuso edilizio e sismico tramite le nuove procedure del "Salva Casa" (Dl 69/2024, convertito in legge 105/2024), se effettuata correttamente, riduce il rischio di contestazioni da parte dell’agenzia delle Entrate, ma non lo elimina del tutto per i periodi pregressi, dipendendo tutto dalla conformità delle opere sanate. In particolare, ai sensi dell’articolo 49 e 50, comma 4 del Dpr 380/2001 (Testo Unico edilizia), le detrazioni fiscali (50% ristrutturazioni, 65% riqualificazione...



