L’esigenza di tutelare i creditori nel concordato in continuità deve talvolta confrontarsi con quella di investire risorse per preservare l’attività e consentirne il rilancio. Ma fino a che punto il capitale può essere destinato a sostenere nuovi investimenti, anziché essere usato, secondo le regole concorsuali, per soddisfare il ceto creditorio?

Sul punto si è soffermata la sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 14 luglio 2026, già commentata su Il Sole 24 Ore del 22 settembre sotto...

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