La regolarità formale della dichiarazione d’intento, pur se correttamente trasmessa in via telematica all’Amministrazione finanziaria non basta a legittimare l’operazione quando tale dichiarazione sia ideologicamente falsa, perché proveniente da un soggetto privo dei requisiti sostanziali di esportatore abituale.

A fornire queste indicazioni è la Corte di Cassazione con l’ordinanza 25915 depositata ieri.

La controversia trae origine da un accertamento con cui l’agenzia delle Entrate ha recuperato maggiore...

Riproduzione riservata Ⓒ