Cooperative compliance
Adempimento spontaneo: comunicazioni in caso di anomalie tra fatture e reddito d'impresa 2023 (modello Redditi 2024)
Il provvedimento definisce le modalità con cui vengono messe a disposizione dei contribuenti, titolari di partita Iva, e alla Guardia di finanza le informazioni relative a possibili anomalie riferite al periodo d'imposta 2023, al fine di favorire l'adempimento spontaneo (articolo 1, commi 634-636, legge 190/2014).
In particolare, l'Amministrazione finanziaria utilizza i dati Iva – delle fatture elettroniche emesse e dei corrispettivi giornalieri memorizzati e trasmessi telematicamente – al fine di verificare, per il periodo d’imposta 2023, la concorrenza di tali operazioni alla determinazione del reddito d’impresa, indicato nei quadri RF/RG/LM del modello Redditi 2024.
Gli avvisi per sollecitare la compliance verranno notificati tramite Pec e saranno consultabili anche nel Cassetto fiscale e sul portale «Fatture e Corrispettivi». In questo modo i contribuenti potranno effettuare le dovute verifiche e, se del caso, sanare l'irregolarità tramite ravvedimento operoso, con riduzioni sanzionatorie proporzionate al tempo trascorso, anche qualora siano già stati avviati dei controlli. Nello specifico, la violazione può essere sanata a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata ovvero che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, di cui i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza, salvo la notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento, nonché il ricevimento di comunicazioni di irregolarità e degli esiti del controllo formale (articoli 36-bis, Dpr 600/1973 e 54-bis, Dpr 633/1972 e, quanto agli esiti del controllo formale, articolo 36-ter, Dpr 600/1973).
I dati rilevati saranno condivisi con la Guardia di finanza e verranno conservati nei sistemi dell'agenzia delle Entrate fino al 31 dicembre dell'ottavo anno successivo, per le fatture, e fino al 31 dicembre dell'undicesimo anno successivo, per le dichiarazioni.
Nel provvedimento in esame sono, altresì, indicate le modalità con le quali i contribuenti, anche tramite un intermediario abilitato, possano richiedere informazioni o comunicare all'agenzia eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti.
Riscossione
Tributi locali e multe: cambia la riscossione
La legge, in vigore dal 7 ottobre 2026, di conversione del Dl 144/2026 (cd. decreto Pubblica amministrazione ed enti locali), recante disposizioni urgenti per la funzionalità della Pubblica amministrazione e degli enti territoriali, conferma le novità che interessano la riscossione locale. Con le modifiche apportate all'articolo 2, commi da 2-bis a 2-undecies, Dl 193/2016, si prevede che la riscossione dei tributi locali e delle multe – di Comuni e Province – sia affidata ad Amco (Asset management company), in luogo dell'agenzia delle Entrate-Riscossione. Amco è una società del ministero dell'Economia e delle Finanze.
Resta ferma la possibilità della gestione in proprio della riscossione, mediante l'ingiunzione fiscale e l'accertamento esecutivo (articolo 52, Dlgs 446/1997). L'obbligo di affidamento ad Amco della riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extra-tributarie scatta per quegli enti con un tasso di smaltimento dei residui attivi inferiore al 35%.
Professionisti
Intelligenza artificiale: obbligo di formazione professionale e possibilità di adeguare le tariffe
L'articolo 24, legge 132/2025 ha delegato il Governo a recepire nella normativa nazionale le disposizioni del regolamento Ue 2024/1689 (cd. AI Act). Il decreto in esame adegua la normativa italiana a quella dell’Unione.
Tra le misure previste si segnalano:
- l'obbligo, a carico degli Ordini professionali, di introdurre, nell'ambito della formazione obbligatoria dei professionisti (cd. Fpc), materie riguardanti l'uso dei sistemi di intelligenza artificiale;
- la possibilità che l'equo compenso (legge 49/2023) tenga conto della responsabilità e dei rischi connessi all'uso, da parte del professionista, dei sistemi di intelligenza artificiale.
Codice del consumo
Diritto alla riparazione: nuove regole per produttori e consumatori
Il decreto recepisce la direttiva Ue 13 giugno 2024, n. 2024/1799 sul diritto alla riparazione, introducendo nel Codice del consumo (Dlgs 6 settembre 2005, n. 206) nuove tutele volte a prolungare la vita utile dei beni e a favorire l’economia circolare.
Il decreto entrerà in vigore il 22 ottobre 2026, anche se per alcuni contratti fa fede la data di stipula (le modifiche apportate dall'articolo 1 del decreto agli articoli 129, 133, 135-bis e 135-ter del Codice del consumo si applicano ai contratti conclusi dal 31 luglio 2026).
Tra le novità principali figurano il modulo europeo di informazioni sulla riparazione, che garantisce trasparenza su costi, tempi e condizioni dell'intervento, e l'obbligo di riparazione per i fabbricanti di specifiche categorie di prodotti, esteso, in determinati casi, a rappresentanti autorizzati, importatori e distributori.
Nello specifico, il decreto in esame prevede un vero e proprio obbligo di riparazione a carico del fabbricante per determinate categorie di prodotti individuate dalla normativa europea. Qualora il produttore sia stabilito fuori dall'Ue, l'obbligo ricade sul rappresentante autorizzato nell'Ue; in assenza di quest'ultimo, sull'importatore e, in ultima istanza, sul distributore. Tali soggetti possono affidare materialmente le attività di riparazione a terzi, pur restando responsabili dell'adempimento.
Le violazioni saranno punite con sanzioni che vanno da 5.000 a 50.000 euro.


