Cresce tra i professionisti l’appeal della forma societaria. Lo testimonia l’ultima elaborazione di InfoCamere sui dati del Registro delle imprese, aggiornata a questi giorni di ottobre: oggi sono 4.462 le società tra professionisti censite, il 28% in più rispetto alle 3.387 di dicembre 2023.
Vero è che sono numeri, in termini assoluti, ancora contenuti. Ma segnalano un fermento sul fronte delle aggregazioni che è stato significativo soprattutto nel 2025 e in questi dieci mesi del 2026: rispetto a dicembre 2024 oggi le Stp sono quasi mille in più, con una crescita del 25 per cento.
Un aumento trainato, con ogni probabilità, dalle novità normative che hanno interessato le società tra professionisti in questo periodo. Si tratta, in primo luogo, della disposizione che garantisce la neutralità fiscale delle aggregazioni tra professionisti: contenuta nell’articolo 177-bis del Tuir, introdotto dal decreto legislativo 192/2024, è entrata in vigore il 31 dicembre 2024. E poi ci sono le semplificazioni veicolate dalla legge annuale per la concorrenza (articolo 1, comma 24, legge 190/2025), entrata in vigore il 3 gennaio scorso, che hanno agevolato l’ingresso dei soci investitori nelle Stp regolate dalla legge di Stabilità 2012 (legge 183/2011), quindi con l’esclusione delle società tra avvocati.
L’EVOLUZIONE
Il bilancio
Nel dettaglio, in base ai dati di InfoCamere, a crescere di più sono state le società tra commercialisti, che hanno segnato +29,2% rispetto a dicembre 2024. Le Stp tra commercialisti sono anche quelle più numerose, con 2.077 realtà, il 46% del totale. Seguono le società degli studi di architettura e ingegneria, che sono 1.500, il 19% in più rispetto a due anni fa. Le società che coinvolgono studi legali e notarili sono invece 848, con un aumento del 26,2% rispetto a dicembre 2024. Ridotti i numeri delle Stp degli esperti contabili: sono 41, valore che però rappresenta oltre il 50% in più del dato di due anni fa.
InfoCamere monitora anche la diffusione delle Stp nelle diverse aree della Penisola. Guida la classifica, sia per numeri assoluti che per percentuale di crescita, il Nord Ovest, dove le società tra professionisti sono 1.505, il 29,3% in più rispetto a dicembre 2024. Nel Nord Est, invece, le Stp censite sono 1.032 (+24,6% in due anni), nelle regioni del Centro sono 1.025 (+21,7%) e al Sud e nelle Isole sono 900 (+23,5%).
Sono dati che «confermano la crescita costante e significativa delle società tra professionisti, con un incremento che fotografa nel dettaglio la vitalità di questo modello – osserva Paolo Ghezzi, direttore generale di InfoCamere –. Analizzare numeri così puntuali significa valorizzare la funzione strategica del dato pubblico».
SUL TERRITORIO
L’impatto delle riforme
Che sia un momento di particolare interesse per le Stp lo confermano anche da MpO, società specializzata nelle operazioni di aggregazione professionale: da gennaio a oggi gli incarichi che coinvolgono Stp sono più che raddoppiati rispetto all’intero 2025, così come è raddoppiato il loro peso sul totale degli incarichi ricevuti dalla società.
Questo perché «la forma societaria sta diventando uno degli strumenti con cui gli studi si preparano a una cessione o a un’aggregazione – spiega Alessandro Siess, co-fondatore di MpO –: si tratta di processi di consolidamento che gli studi decidono di intraprendere per crescere e avere un’organizzazione più efficiente, così da aumentare la loro competitività. In pratica, gli studi scelgono di trasformarsi in Stp – prosegue – perché la forma societaria permette l’ingresso dei soci di capitale e quindi delle risorse che sostengono la crescita e l’avanzamento tecnologico. Si tratta di un aspetto chiave soprattutto in questo periodo storico in cui sono necessari investimenti anche sul fronte dell’intelligenza artificiale».
È un’evoluzione che è stata agevolata dalle novità normative introdotte negli ultimi due anni e che hanno impattato sulle Stp. «La neutralità fiscale – ragiona Corrado Mandirola, anche lui fondatore di MpO – ha un ruolo importante, perché i professionisti contano su questa agevolazione nel momento in cui le attività dello studio associato vengono conferite alla Stp. A dare la spinta all’ingresso degli investitori è poi stata la legge per la concorrenza, che ha eliminato il paletto della partecipazione al capitale sociale per due terzi da parte dei professionisti, con gli investitori limitati a un terzo. Ora i soci di capitale possono salire oltre questa soglia, a patto che i professionisti conservino la maggioranza dei due terzi nelle decisioni dei soci».
Il piano organizzativo
Al di là delle riforme, secondo gli operatori, si sta facendo strada tra i professionisti la consapevolezza dei vantaggi sul piano organizzativo che la forma societaria porta con sè. All’interno della Stp, infatti, è più agevole organizzare gli asset che danno valore allo studio con le quote, che poi possono circolare, anche in un’ottica di passaggio generazionale, ad esempio.
Più in generale, la forma societaria offre un modo diverso di concepire il lavoro, con l’ingresso in studio anche di professionalità strettamente “aziendali”.

