Tra le pieghe del decreto fisco lavoro (Dl 99/2021) approvato mercoledì in Consiglio dei ministri, spunta anche lo stop al fondo perduto per imprese e professionisti con ricavi o compensi da 10 a 15 milioni di euro. L’aiuto era una delle novità inserite all’ultimo minuto nel decreto Sostegni-bis (Dl 73/2021) prima dell’approdo in Parlamento ed era vincolato alla verifica delle risorse rimaste disponibili dal primo fondo perduto. Ora il Dl 99 abroga completamente la attività di maggiori dimensione di accedere al fondo perduto, cancellando completamente il comma 30 dell’articolo 1 del Sostegni-bis.

Le risorse “liberate” pari a 2,12 miliardi vengono così destinate alle altre finalità individuate dal decreto, a partire dalle garanzie sull’occupazione in concomitanza con sblocco selettivo dei licenziamenti e dal freno ai rincari dei costi dell’elettricità. Nel complesso il decreto muove poco più di 3,1 miliardi per il 2021 e quasi altri 1,8 per il 2022. Di questi ultimi 1,5 miliardi, recuperati dalla sopensione semestrale del cashback, vengono destinati al fondo per la riforma degli ammortizzatori sociali.

Proprio sul cashback occorre registrare l’altra novità introdotta nel testo finale approdato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 155 del 30 giugno. A slittare a fine novembre è , infatti, solo il rimborso per il superpremio da 1.500 euro riservato a chi rientra tra i primi 100mila consumatori che hanno effettuato più transazioni con moneta elettronica sulla base della graduatoria che sarà stilata solo dopo che saranno trascorsi i termini per le eventuali contestazioni alla Consap. Quindi, rispetto alle prime bozze circolate del decreto, resta il termine attuale del 30 agosto per gli accrediti dei rimborsi ordinari fino a 150 euro per chi hga effettuato almeno 50 operazioni nel primo semestre 2021.

Ora l’iter parlamaentare del decreto fisco-lavoro sarà superaccelerato. Il Governo ha già trasformato il testo del Dl 99 in un emendamento al decreto Sostegni-bis (da convertire entro il 24 luglio) all’esame della commissione Bilancio della Camera.Entro le 18 di venerdì 2 luglio scade il termine per i correttivi all’emendamento depositato dall’Esecutivo. E non è escluso che tra questi possa già comparire la proroga al 30 settembre del termine di versamento delle rate 2020 della pace fiscale (si veda l’articolo).

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