A partire da settembre, un primario provider di servizi di welfare aziendale ha aggiornato la modalità di fatturazione dei “Buoni Pasto”, con l’obiettivo dichiarato di garantire una soluzione adattabile ai diversi modelli di business.

La novità principale consiste nell’introduzione di due documenti distinti per la contabilizzazione dei “Buoni Pasto”, emessi entrambi dalla società di welfare (in qualità di soggetto terzo emittente) a nome dell’esercente:

  • una nota di credito (TD04) in formato autofattura (l’esercente è infatti indicato sia come cedente/prestatore che come cessionario/committente), che va annotata nel registro delle vendite o dei corrispettivi e che serve a stornare la quota dei corrispettivi acquisiti dal registratore telematico, evitando la duplicazione dell’Iva e dei ricavi ai fini delle imposte sul reddito;
  • una fattura differita, che documenta l’incasso effettivo dei buoni pasto del mese di riferimento e rileva l’importo dello sconto incondizionato applicato. Tale fattura viene trasmessa entro il 15 del mese successivo a quello in cui sono stati accettati i “Buoni Pasto”.

Dal mese di settembre, nella sezione “Le tue fatture elettroniche emesse” del portale “Fatture e Corrispettivi” l’esercente troverà infatti i suddetti due documenti. Il commercialista dovrà quindi registrarli entrambi.

Per rendere più chiaro il meccanismo, è utile ricordare che il riconoscimento del compenso spettante all’esercente a fronte dei ticket ricevuti avviene esclusivamente dietro emissione della fattura alla società emittente, mentre il corrispettivo relativo alla prestazione fornita dietro presentazione di ticket non entra a far parte dei corrispettivi giornalieri.

Sul punto l’agenzia delle Entrate si era già espressa alcuni anni fa, con circolare 04/04/1997, n. 97/E, chiarendo che all’atto dell’emissione di uno scontrino fiscale, a fronte di un pagamento con ticket restaurant, lo scontrino doveva riportare la locuzione “corrispettivo non pagato” e il relativo importo non doveva essere considerato nel totale corrispettivi del giorno.

Con l’avvento dei registratori telematici il tutto si è ulteriormente complicato stante che, se non opportunamente configurato e/o utilizzato, il misuratore non inserisce i corrispettivi da ticket tra i “corrispettivi non pagati” e quindi gli stessi rimangono “annegati” tra quelli rilevanti ai fini Iva.

Ne consegue che le funzioni di importazione dei file Xml dei corrispettivi da parte dei software gestionali non sempre dispongono delle informazioni necessarie per sterilizzare dai corrispettivi giornalieri quelli relativi a ticket restaurant.

Per evitare le citate duplicazioni dei corrispettivi da ticket restaurant, in passato AssoSoftware aveva indicato, a titolo esemplificativo, le seguenti possibili modalità operative:

1) In fase di importazione del file telematico, tramite specifiche funzionalità è possibile rettificare automaticamente in diminuzione il corrispettivo al 10% di un importo (scorporato al 10%) pari ai ticket incassati, stante che la fattura alla società erogatrice sarà comunque emessa con aliquota al 10%. Ciò tuttavia è possibile solo se gli incassi da ticket restaurant sono stati indicati nell’apposito tag Xml dal registratore telematico.

2) In fase di importazione del file telematico, viene acquisito come corrispettivo l’intero importo, comprensivo di quello erogato a fronte della presentazione dei ticket. A fine mese va effettuata una registrazione manuale a storno del corrispettivo al 10%, pari all’importo incassato con ticket.

In questi primi due casi sarà chiaramente la fattura differita a rilevare sia ai fini Iva che a quelli contabili e reddituali.

3) In fase di importazione del file telematico, il software acquisisce come corrispettivo l’intero importo incassato, comprensivo di quello erogato a fronte della presentazione dei ticket.
In fase di annotazione della fattura sul registro Iva, il gestionale dovrà classificarla opportunamente, al fine di non farla rilevare né ai fini Iva, né a quelli contabili e reddituali.

Questa terza modalità operativa, forse un po’ “borderline” ma sicuramente pratica e “pro fisco”, non è una novità in quanto è già da anni utilizzata da alcuni software gestionali per annotare sui registri Iva le fatture collegate ai corrispettivi, ossia quelle in cui veniva “pinzato” lo scontrino.

Ritornando alla soluzione recentemente adottata dal citato provider di servizi welfare, questa ricade nella seconda modalità operativa indicata da AssoSoftware, seppure con una particolarità operativa importante.

Laddove all’annotazione completa dei corrispettivi dovrebbe seguire, a fine mese, la registrazione manuale a storno del corrispettivo al 10%, pari all’importo incassato con ticket, quest’ultima registrazione viene sostituita con l’annotazione del nota di credito (TD04) in formato autofattura nel registro delle vendite o dei corrispettivi.

Il risultato è il medesimo, ma il grosso vantaggio è l’automazione completa del processo, stante che la registrazione manuale viene ora sostitutita da una registrazione automatica di un documento Xml ufficiale transitato tramite lo Sdi.

Quindi una soluzione sicuramente interessante, che in linea generale non dovrebbe rendere necessari specifici adeguamenti dei software gestionali e che potrebbe essere adottata in futuro anche dagli altri stakeholders che emettono i ticket restaurant.

In collaborazione con AssoSoftware

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