Nel corso degli ultimi due decenni, la giurisprudenza di legittimità ha costantemente espresso un indirizzo particolarmente rigoroso in tema di presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle Srl a ristretta base sociale, valorizzando la compagine ridotta quale elemento sintomatico di coinvolgimento nella gestione e di possibile percezione degli utili non dichiarati. Pur ribadendo l’ordinanza 1656/2026 il gravoso onere probatorio in capo al socio, più di recente, si è riconosciuta la possibilità di superare tale presunzione attraverso la prova dell’estraneità alla gestione, come anche nella sentenza 17215/2026, purché emerga l’impossibilità concreta di esercitare poteri di controllo. Si evidenziano, inoltre, le criticità delle tradizionali prove basate su reinvestimento o accantonamento degli utili, potenzialmente esposte a rilievi penalistici.

Premessa

Negli ultimi vent’anni la giurisprudenza di legittimità ha mantenuto un orientamento intransigente in tema di presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci delle Srl a ristretta base partecipativa, valorizzando la ridotta compagine sociale quale indizio qualificato di partecipazione alla gestione e di possibile percezione degli utili non dichiarati dalla società.

In tale prospettiva, la Cassazione – con l’ordinanza 1656 del 25 gennaio 2026 – ha ribadito che grava sul socio un onere...

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