Sulle carte di pagamento rilasciate ai dipendenti e legate alla carta principale aziendale non è dovuta l’imposta di bollo. La stessa poi si applica sulla carta principale, al di sopra della soglia di 77,47 euro, considerando il saldo contabile come somma algebrica di addebitamenti e accreditamenti. È questo il contenuto della risposta a interpello 457/2020 delle Entrate.
Un istituto di moneta elettronica disciplinato dal Testo unico bancario (Tub) emette moneta elettronica e provvede ad eseguire operazioni di pagamento mediante carte di pagamento.
L'istituto intende emettere una carta destinata ai clienti aziende per l'utilizzo dei dipendenti. Il meccanismo si basa su una carta principale che è quella aziendale, a cui si collegano della carte supplementari intestate ai dipendenti. La carta principale serve a caricare la carta dipendente, con cui vengono poi fatti i pagamenti delle trasferte aziendali (vitto, alloggio, carburante, eccetera). Secondo l'istante l'imposta di bollo, in misura pari a 2 euro per ogni esemplare, in presenza di un saldo superiore a 77,47 euro, dovrebbe scattare solo sugli estratti conto della carta principale (aziendale) e non anche su quelli relativi alle carte dipendenti. Inoltre per ciò che concerne il saldo si guarderebbe alla somma algebrica degli addebiti e degli accrediti, anche in linea con quanto previsto dall'articolo 119 del Tub da cui si desume che l'estratto conto ha la funzione di accertare il saldo disponibile (come somma algebrica).
La risposta delle Entrate è positiva su ambedue i fronti. Richiamando l'articolo 13, comma 2, della Tariffa parte prima allegata al Dpr 642/72, l'Agenzia afferma che le note spese compilate dai dipendenti per il rimborso delle spese affrontate non sono assoggettabili al bollo. Ciò allo scopo di rendere snelli i rapporti fra l'azienda e i suoi dipendenti. Per tale motivo l'esenzione è accordata al caso di specie delle carte dipendenti, anche laddove l'estratto conto sia emesso da un soggetto terzo che è di fatto l'istituto di moneta elettronica.
La ratio è quella di facilitare le movimentazioni finanziarie fra azienda e dipendenti, anche nel caso in cui tali movimentazioni siano certificate da un soggetto terzo. Ciò peraltro risponde all'evoluzione dei sistemi di regolazione delle movimentazioni finanziarie, che lascia comunque inalterato il rapporto giuridico sottostante. Per ciò che concerne poi l'assoggettamento al bollo della carta principale aziendale, la grandezza da prendere a riferimento per individuare la soglia di 77,47 euro oltre la quale vi sarà assoggettamento al bollo dell'estratto conto è rappresentata dal saldo contabile, come somma algebrica degli importi a debito e a credito. Infatti secondo le Entrate è la norma stessa che fa presupporre questa ratio. Ben venga quindi questa duplice risposta di apertura, laddove l'evoluzione dei sistemi di pagamento ha lo scopo di rendere più snelle e efficaci le procedure di rimborso delle aziende, senza che ciò abbia a determinare alcun appesantimento sotto il profilo fiscale.
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