Una norma per trasformare le buone intenzioni dell’amministrazione finanziaria in un principio di diritto. Come denunciato mercoledì 22 aprile nelle pagine di Norme & Tributi da Maurizio Leo la conclusione di molte procedure di accertamento con adesione sono a rischio. Se non si chiarisce inequivocabilmente e soprattutto per il futuro a prova di giudice, che è possibile cumulare la sospensione per emergenza sanitaria o altro con le sospensioni previste da termini amministrativi, si blocca l’azione deflattiva del contenzioso da parte degli uffici del Fisco.

A sollecitare una norma direttamente al legislatore è stato ieri lo stesso direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini in audizione alla Camera. Sollecitato da Massimo Bitonci (Lega), il direttore delle Entrate ha ricordato che sulla cumulabilità della sospensione dei termini da Coronavirus con quelli amministrativi, come ad esempio quelli per gli accertamenti con adesione, l’agenzia delle Entrate con le due circolari già emanate ha dato risposta affermativa, proprio in virtù dell’emergenza in atto e delle misure di contenimento.
Ma al di là delle buone intenzioni è stato lo stesso Ruffini a sottolineare che sarebbe opportuna una specifica norma di legge.

L’occasione è a portata di mano e gli uffici del ministero dell’Economia potrebbero essere già al lavoro per predisporre una norma da hoc da inserire nel prossimo decreto che il Governo si appresta ad emanare per sostenere imprese e famiglie.

Come detto senza una norma il rischio sarebbe quello di avviare una serie inutile di contenziosi su questioni che la stessa agenzia delle Entrate ha tutto l’interesse a “definire in adesione” e non certo con una lite.

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