Calendario fiscale fitto per giugno. Sono 144 gli appuntamenti che interesseranno tutte le tipologie di contribuenti. Ma a pesare di più sono i versamenti (l’86% di tutti gli adempimenti) concentrati rispettivamente il 16 giugno (59 scadenze) e del 30 giugno (65 scadenze), in cui tra l’altro bisognerà andare alla cassa per il saldo 2020 e primo acconto 2021 delle imposte sui redditi sempre che non intervenga qualche nuova proroga.
Un’agenda che con l’arrivo dell’estate vede puntualmente l’accavallarsi di termini ordinari e di scadenze straordinarie, lasciando poco spazio alla programmazione da parte sia dei contribuenti chiamati a versare sia dei professionisti e degli intermediari abilitati che li assistono. Anche nel mese di giugno, infatti, si avverte un’onda lunga dell’effetto della legislazione straordinaria per l’emergenza Covid. Ad esempio la prima scadenza “ordinaria” in calendario è quella del 10 giugno in cui andrà completata la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche e dei registri contabili relativi al 2019. Un termine che è frutto di un doppio slittamento: dapprima della proroga della trasmissione telematica dei modelli Redditi 2020 al 10 dicembre (rispetto alla deadline del 30 novembre); poi dell’esigenza di garantire più tempo per il primo appuntamento con il nuovo obbligo che si è concretizzata con lo slittamento dal 10 marzo al 10 giugno inserito all’interno del decreto Sostegni-1 (Dl 41/2021).
LA CARICA DEI VERSAMENTI
I CONTRIBUENTI INTERESSATI
Ma l’incrocio con altre misure emergenziali potrebbe non essere finito qui. Da un lato la partita dei nuovi sostegni alternativi o integrativi (in attesa del decreto attuativo che definisca e sblocchi anche quelli a conguaglio per cui bisognerà presentare il modello Redditi 2021 in anticipo entro il 10 settembre) richiederà comunque un nuovo impegno per la presentazione delle istanze quando le Entrate rilasceranno i nuovi modelli di domanda e indicheranno la finestra temporale per l’invio telematico. Dall’altro, la legislazione alluvionale anche per sostenere la ripresa e l’uscita dalla pandemia richiede la necessità di districarsi e comprendere le novità. Ad esempio, l’esonero dall’appuntamento Imu del 16 giugno ha allargato il suo raggio d’azione grazie alle ultime esenzioni introdotte ma si tratterà di comprendere attentamente chi può beneficiarne per non incappare in future sorprese negative con possibili contestazioni e maggiorazioni di sanzioni e interessi.
Il problema del calendario fiscale resta comunque uno dei principali temi sullo sfondo del dibattito in vista della riforma. Sul tavolo c’è una prima ipotesi a cui stanno lavorando Luigi Marattin (Italia viva) e Alberto Gusmeroli, rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione Finanze della Camera. Lo schema di lavoro consegnato al confronto con esperti e associazioni di categoria prevede il superamento dell’attuale meccanismo di saldo e acconti, con la conseguente mensilizzazione dei versamenti senza un tax day estivo ed autunnale (dispendioso per calcoli e impatto sulla liquidità). Il tutto, però, senza alterare il metodo di calcolo attuale e quindi senza un passaggio alla cassa, come invece suggerito da chi propone un sistema con un cambio anche nel metodo contabile.

