La domanda
Un coltivatore diretto ha acquistato da privati nell’ottobre 2018 terreni agricoli, per circa 100 ettari, con sovrastanti fabbricati accatastati con categoria D/ 10, C/2, A/2, destinati all’attività produttiva. L’acquirente, libero da vincoli matrimoniali, ha acquistato non in qualità di persona fisica ma quale titolare di impresa agricola allo stesso intestata, iscritta nel Registro imprese territorialmente competente. Per l’attività adotta una contabilità ai soli fini fiscali e, ai fini Iva ha esercitato l’opzione Iva da Iva. I redditi li determina in base alle rendite catastali. La legge 199/2025 ha riproposto l’estromissione agevolata degli immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa individuale. Si intende estromettere dall’impresa i terreni acquistati con i sovrastanti fabbricati. Per la determinazione del costo di estromissione si intende rapportare il valore catastale con il prezzo di acquisto, rivalutando il reddito dominicale per il 25% per poi moltiplicarlo per 135. Naturalmente non si terrà conto della rendita dei fabbricati rurali assorbita da quella del terreno al quale sono asserviti (circolare 20/03/2000 M.F. e risoluzione dell’agenzia delle Entrate 207/2009 ). Risulta comportamento corretto?
N. C. - Bari
Il comma 41 della legge 199/2025 prevede l’applicazione delle disposizioni contenute nel comma 121 della legge 208/2015 alle estromissioni agevolate realizzate entro il 31 maggio 2026. L’estromissione agevolata consente all’imprenditore individuale di procedere all’esclusione dei beni immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva. In particolare, l’esclusione potrà interessare tutti gli immobili strumentali di cui all’articolo 43, comma 2, del Tuir...



