Diritto

Ripubblicare video online è concorrenza sleale: può sottrarre pubblicità

di Gianluca De Cristofaro e Francesco de Rugeriis

La Cassazione dà una lettura dinamica della nozione di comunanza di clientela. Tv e testate web si rivolgono potenzialmente agli stessi inserzionisti digitali

La pubblicazione online (non autorizzata) di contenuti audiovisivi di un altro soggetto è un atto di concorrenza sleale, più che una violazione del diritto d’autore. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che con la sentenza n. 8270 del 14 marzo scorso ha ribadito l’interpretazione dinamica del concetto di «comunanza di clientela», requisito indispensabile per far scattare la concorrenza sleale, applicandolo in maniera innovativa nell’industria della pubblicità digitale.

Per l’applicazione della ...