Dal Consiglio nazionale dei commercialisti arriva la guida alla rendicontazione di sostenibilità volontaria per le Pmi. Anche se il legislatore europeo ha appena rinviato l’obbligo per le Pmi di presentare i report di sostenibilità per gli esercizi finanziari 2025 e 2026, è utile per i commercialisti analizzare gli European Sustainability Reporting Standards su base volontaria (Esrs Vsme) che probabilmente si diffonderanno comunque anche per le Pmi, ad esempio a seguito di richiesta delle banche.

Per questo motivo il Cndcec ha diffuso l’Irs (Informativa reporting di sostenibilità)n. 14 dal titolo «ESRS VSME. Rendicontazione di sostenibilità volontaria per Pmi e microimprese», realizzata nell’ambito dell’area di delega del consigliere Gian Luca Galletti e della commissione Reporting di sostenibilità di cui è presidente Angeloantonio Russo, autore di questo numero insieme a Monica Peta ed Enzo Tucci.

Come ricorda una nota del Consiglio «I primi report di sostenibilità con riferimento all’esercizio finanziario 2024, redatti in applicazione della direttiva 2022/2464 (la Csrd - Corporate Sustainability Reporting Directive e degli standard European Sustainability Reporting Standards (Esrs), hanno registrato alcune criticità legate alla ridondanza dei datapoint e alla raccolta delle informazioni». Da qui la scelta di avviare delle semplificazioni e di rinviarne l’obbligatorietà per le Pmi. Il Cndcec ha varato comunque la guida alla rendicontazione volontaria di Pmi e microimprese in conformità agli standard volontari, che includono le informazioni richieste dalle banche in applicazione del regolamento di finanza sostenibile e delle Linee guida Eba nella convinzione che «la rendicontazione volontaria prevedibilmente si estenderà a una più ampia platea di imprese con un maggiore coinvolgimento della figura professionale del commercialista».

Riproduzione riservata Ⓒ