Imposte

Tassa di soggiorno, doppia comunicazione

di Annarita D'Ambrosio

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Tratto da Top24 e Smart24

Calendario fiscale modificato per le strutture ricettive. Il punto 7 dell'articolo 3 del Dl Semplificazioni proroga dal 30 giugno al 30 settembre 2022 la presentazione della dichiarazione dell'imposta di soggiorno per gli anni 2020 e 2021, modificando la modulistica e introducendo una comunicazione alle Entrate.

Nuovo modello, istruzioni e specifiche tecniche (29 pagine) sono stati approvati con il decreto Mef dello scorso 29 aprile e caricati sul sito del ministero delle Finanze solo il 13 giugno. Di qui la necessità del rinvio a fine settembre, anche e soprattutto per evitare di incorrere in errore.

La riforma introdotta dall’articolo 180 del Dl 34/2020 ha modificato la disciplina in materia.

I gestori sono ora considerati responsabili d’imposta con diritto di rivalsa nei confronti del turista non più agenti contabili , con tutte le relative conseguenze (soprattutto l’obbligo della resa del conto giudiziale ai fini dei controlli della Corte dei conti, ma anche l’insorgenza della responsabilità per danno erariale).

Imposta dal 2020 pagata quindi dalle strutture ai Comuni, ma ora da comunicare anche alle Entrate.

Tutti gli operatori concordano nel definire superflua la duplicazione. «Un doppio adempimento di cui non si capisce il senso», precisa il direttore generale di Confindustria Alberghi, Barbara Casillo, sottolineando che «se si va verso una semplificazione la previsione andrebbe quanto prima abolita». Federalberghi, chiede «in primo luogo – dice il direttore generale, Alessandro Nucara - che venga chiarito che l’obbligo di presentazione della dichiarazione cumulativa sia riferito ai soli casi in cui non sia previsto nel rispettivo regolamento comunale un obbligo di rendicontazione periodica trasmessa per via telematica».

Per Nucara va modificato anche il quadro sanzionatorio, prevedendo che « per l’omessa o infedele presentazione della dichiarazione annuale si applichi la stessa sanzione amministrativa pecuniaria prevista dai regolamenti comunali».

Peso maggiore in ambito extralberghiero? I professionisti del settore confermano anche loro che si tratta di un «adempimento poco comprensibile»- dice Marco Celani, ad di Italianway e presidente Aigab -Associazione italiana gestori affitti brevi. Celani ci spiega che– «si è tenuti a comunicare alle Entrate dati già trasmessi a Comuni, Questure ed Istat in momenti diversi e con format diversi. Basterebbe un controllo incrociato». I property manager professionisti, conferma Francesco Zorgno, presidente di Clean B&B, «sono sempre favorevoli a iniziative in grado di far emergere il sommerso, ma la documentazione in questione è un onere relativa a dati già noti».

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