Va valutata la possibilità di spalmare l’onere su più anni
Con il pagamento a rate la sanatoria si perfeziona in un secondo tempo
La possibilità di accesso alla sanatoria di riversamento dei crediti R&S ha fruito vari rinvii fino al 30 novembre 2023 (si veda l’articolo in alto). Le società che aderiscono alla sanatoria hanno dunque la possibilità di riversare, senza l’applicazione di sanzioni ed interessi, quanto indebitamente fruito a titolo di credito d’imposta nel periodo 2015-2019 entro il 16 dicembre 2023 o con scadenze 16 dicembre 2023, 2024 e 2025 nell’eventualità di rateizzazione. Stabilire, però, anche alla luce di un approfondito riesame, quali somme possano essere effettivamente definite come indebitamente fruite è un esercizio davvero complesso, motivo per cui sono state introdotte le ampie proroghe di cui sopra.
Ai fini contabili occorre evidenziare che appare distonico – rispetto a una corretta rappresentazione economica e fattuale – ascrivere a un unico esercizio la mancata fruizione dei crediti R&S relativi più annualità.
L’imputazione al solo esercizio 2023, o eventualmente al solo 2022, determinerebbe conseguenze rilevanti sul bilancio di una singola annualità, su cui andrebbero ad incidere i riversamenti riguardanti l’intero periodo interessato dalla sanatoria, in molti casi addirittura cinque annualità, dal 2015 al 2019. Ma la sanatoria si perfeziona solo all’avverarsi di più condizioni. Anzitutto il corretto invio dell’istanza entro il 30 novembre 2023 e il versamento delle somme entro il 16 dicembre 2023; poi l’Agenzia dovrà riconoscere il perfezionamento della sanatoria. E, qualora il versamento venga effettuato in tre rate di pari importo, la procedura potrà essere validata dalle Entrate solo dopo il versamento dell’ultima rata.
Appurato che gli effetti giuridici della sanatoria si produrranno solo al versamento della terza rata e con la validazione del Fisco, per la società si manifesta la possibilità di iscrivere nel bilancio dell’esercizio 2023 e nei due successivi, nel caso di versamento rateale, un accantonamento a Fondo imposte di importo pari a un terzo del totale e corrispondente alla rata versata. Nel 2025 il Fondo potrà essere stornato con la chiusura contabile della rilevazione.
Non si ritiene infine che sussistano condizioni sufficienti di certezza per l’iscrizione di specifiche poste contabili a valere sul bilancio 2022, considerato il rinvio dei termini e visto che le imprese potranno richiedere, ora per allora, la certificazione che attesti la qualificazione degli investimenti effettuati nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo ai sensi dell’articolo 23 del Dl 73/2022 (modificato dalla manovra 2023).