Contabilità

Nella cartolarizzazione tassazione ordinaria per la «Reoco»

di Sergio Autiero e Carmelo Raimondo

I risultati economici dell’attività svolta da una cosiddetta ReoCo (Real estate owned company) dovranno essere ordinariamente assoggettati ad imposizione Ires e Irap. Lo ha precisato l’agenzia delle Entrate con la risposta all’ interpello n. 56/2019 , che conferma quanto già chiarito poco tempo prima nell’ interpello n. 18/2019 .
Nel contesto della gestione e dello smaltimento dei crediti deteriorati cosiddetti non performing loans (Npl) di banche e intermediari finanziari, l’articolo 7.1, comma 4 della legge sulla cartolarizzazione (legge 30 aprile 1999, n. 130), prevede che può essere costituita una società di capitali, avente come scopo esclusivo «il compito di acquisire, gestire e valorizzare, nell’interesse esclusivo dell’operazione di cartolarizzazione, i beni immobili e mobili registrati nonché gli altri beni e diritti concessi o costituiti, in qualunque forma, a garanzia dei crediti oggetto di cartolarizzazione, ivi compresi i beni oggetto di contratti di locazione finanziaria, anche se risolti, eventualmente insieme con i rapporti derivanti da tali contratti». Le somme in qualsiasi modo rivenienti dalla detenzione, gestione o dismissione di tali beni e diritti, dovute dalla società veicolo alla società di cartolarizzazione di cui all’articolo 3, sono assimilate, agli effetti della presente legge, ai pagamenti effettuati dai debitori ceduti e sono destinate in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati nei titoli emessi e al pagamento dei costi dell’operazione».
La disposizione è finalizzata ad una efficiente gestione dei beni immobili e mobili registrati e diritti concessi o costituiti a garanzia dei crediti oggetto di cartolarizzazione; in tale contesto, la ReoCo opera acquisendo la titolarità giuridica degli immobili (o dei beni mobili registrati) concessi dai debitori ceduti a garanzia dei crediti deteriorati oggetto di cartolarizzazione, per valorizzarli e trarne, dalla loro gestione o rivendita, i proventi da destinare alla cartolarizzazione.
La questione posta all’esame dell’Agenzia era legata all’individuazione del regime fiscale applicabile alla ReoCo.
Per l’Agenzia, la disciplina posta dal citato articolo 7.1, comma 4, non riproduce (né fa rinvio a) la previsione dettata dall’articolo 3, comma 2, della legge sulle cartolarizzazioni con riguardo alle società di cartolarizzazione (Spv), a mente della quale i crediti relativi a ciascuna operazione, i relativi incassi e le attività finanziarie acquistate con i medesimi costituiscono “patrimonio separato” a tutti gli effetti da quello della società di cartolarizzazione.
Per la ReoCo, diversamente dalla società di cartolarizzazione (Spv), non si configura ex lege alcun effetto segregativo: in costanza della operazione di cartolarizzazione, i proventi dell’attività di gestione e dismissione dei beni immobili non vanno a costituire e ad alimentare un patrimonio autonomo rispetto a quello della medesima società, indisponibile per la stessa.
Da ciò deriva che i risultati economici della ReoCo dovranno essere ordinariamente assoggettati ad imposizione.

Agenzia delle Entrate, interpello. risposta 18 del 30 gennaio 2019

Agenzia delle Entrate, interpello, risposta 56 del 15 febbraio 2019

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