I temi di NT+Le massime di Cassazione

Cassazione, le sentenze su società di comodo, sponsorizzazioni e Iva sugli immobili

di Ferruccio Bogetti e Luca Benigni

Contenuto esclusivo Norme & Tributi Plus

Circostanze presupposte falsamente percepite ricorribili con revocazione

Non può costituire motivo di ricorso per cassazione, presentato ai sensi del primo comma, n. 5 dell’articolo 360 del codice di rito, l’errore determinato dalla falsa percezione del giudice di merito di circostanze presupposte, come sicura base del suo ragionamento, in contrasto con quanto risulta dagli atti del processo. Questo in quanto esso costituisce una falsa percezione della realtà o una svista materiale che ha portato ad affermare o supporre l’esistenza di un fatto decisivo incontestabilmente escluso, oppure ancora l’esistenza di un fatto positivamente accertato dagli atti o documenti di causa, da far valere tramite ricorso per revocazione.

Cassazione, sentenza 12993/2022

Al solo cedente l’atto per imposte e sanzioni impagate della cessione d’azienda

L’avviso di accertamento relativo al pagamento delle imposte e delle sanzioni diretto al cedente dell’azienda non deve essere notificato anche al cessionario. Ciò vale sia nel caso di cessione lecita sia nel caso di cessione in frode al fisco. Questo in quanto manca l’espressa deroga al principio generale sancito dall’articolo 42, comma 1, del Dpr 600 del 1973, secondo cui l’avviso di accertamento è notificato al contribuente e non anche agli altri soggetti che, a vario titolo, possano essere tenuti al pagamento dell’imposta accertata.

Cassazione, ordinanza 12998/2022

Anche la manutenzione dei beni durevoli entra nel redditometro

Ai fini dell’accertamento del reddito sintetico del contribuente devono sempre considerarsi sia le spese sostenute per acquistare beni durevoli sia gli esborsi sostenuti per il loro mantenimento, perché entrambi sono rappresentativi di capacità economica e conseguentemente contributiva.

Cassazione, ordinanza 13102/2022

Le perdite infragruppo non azzerano il reddito della società di comodo consolidata

Nel caso in cui la società consolidante sia sottoposta alla disciplina delle società di comodo e abbia rispettato le modalità di calcolo del reddito minimo, la base imponibile del consolidato di gruppo, ottenuto tramite la somma algebrica dei redditi complessivi netti delle società consolidate, incontra il limite della indeducibilità delle perdite di una o più consolidate, che superano il reddito minimo che la società di comodo consolidante è tenuta a dichiarare. Infatti le perdite delle società consolidate non possono incidere sul debito fiscale predetto, perché, diversamente, verrebbe meno la funzione stessa della disciplina delle società di comodo.

Cassazione, sentenza 13123/2022

Certificato Uisp non rilevante per la deduzione delle spese di sponsorizzazione

Il certificato rilasciato dalla Uisp (Unione italiana sport popolare) prodotto dall’Amministrazione in giudizio, che attesta la mancata partecipazione dell’Associazione sportiva dilettantistica sponsorizzata ad attività agonistiche negli anni d’imposta accertati, non impedisce al giudice tributario di sancire la deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore del contribuente. Questo in quanto l’attestazione dell’Uisp può comunque essere considerata dal giudice tributario priva di rilevanza a causa dell’unicità dell’informazione.

Cassazione, ordinanza 13254/2022

Impugnabile l’atto definizione se il contenuto differisce dal pvc

La società di capitali è legittimata ad opporre innanzi al giudice tributario l’atto di definizione che non sia conforme al processo verbale di constatazione (pvc) a causa del mancato e successivo riconoscimento da parte dell’amministrazione delle perdite pregresse. In tal caso infatti l’atto di definizione non costituisce mero atto liquidatorio, ma contiene una non consentita manifestazione di potestà impositiva, diversa ed ulteriore rispetto al processo verbale di constatazione.

Cassazione, ordinanza 13255/2022

Detraibile per l’avvocato l’Iva del fabbricato a destinazione abitativa

L’avvocato può detrarre l’Iva pagata al momento dell’acquisto del fabbricato a destinazione abitativa poi adibito in via esclusiva all’esercizio della sua attività professionale. Prescindendo dalla categoria catastale di appartenenza, la necessità dell’immobile per l’esercizio dell’attività professionale attesta per l’avvocato la natura strumentale dell’immobile.

Cassazione, ordinanza 13259/2022