Esperto RispondeImposte

Nota di debito per rimediare all’errore del fornitore

di Giuseppe Barbiero

La domanda

Con la nuova lettera di intento che prevede l’indicazione dell’importo massimo da fatturare senza Iva, nel caso di splafonamento, la responsabilità di versare sanzioni e interessi è a carico del soggetto che ha emesso la lettera d’intento o del fornitore del servizio? Il dubbio viene in considerazione del fatto che l’esportatore abituale comunica l’importo massimo da fatturare senza Iva. Alla luce di questa considerazione chiedo se risulta corretta la procedura seguente:
• il fornitore del servizio emette una nota di variazione in relazione alla fattura senza Iva ed emette una nuova fattura con Iva;
• l’Iva non viene versata a seguito di pregresso credito Iva;
• il fornitore del servizio calcola la sanzione per l’errata fatturazione nella misura dal 90 al 180% dell’Iva non indicata in fattura più gli interessi;
• non sono rettificate le liquidazioni trimestrali Iva né lo spesometro.

Come riportato dal Sole 24 Ore del 4 settembre 2017, quando a commettere l’errore è il fornitore che fattura senza applicare l’Iva superando l’importo indicato nella lettera di intenti ricevuta, egli per rimediare deve emettere nota di debito,versare l’imposta, oltre interessi e la sanzione dal 100 al 200% dell’Iva non versata (articolo 7, comma 3, del decreto legislativo numero 471 del 1997). Può avvalersi del ravvedimento operoso, versando sulla sanzione minima del 100% le percentuali stabilite...