Controlli e liti

Professionisti, la «consapevolezza» del reato è sufficiente a creare il concorso

di Laura Ambrosi e Antonio Iorio

Il consulente che in qualche modo partecipa alla frode commessa dal proprio cliente concorre nel reato tributario per il solo fatto di essere consapevole del delitto perpetrato pur non essendo lui l'ispiratore. Scatta poi l'aggravante se svolge abitualmente una consulenza fiscale e il sequestro può essere eseguito nei suoi confronti anche se non ha tratto alcun concreto profitto.

A fornire questi importanti principi è la Corte di cassazione, sezione 3 penale, con la sentenza n. 1999 depositata ieri...